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Omicidio Anselmo Campa, fermato un 22enne: è l’ex della figlia della vittima. L’ipotesi: l’imprenditore ucciso in casa con un martello

Dopo aver fornito racconti contraddittori agli inquirenti, il giovane è crollato confessando di essere l’assassino del 65enne

È stato fermato all’alba dai carabinieri di Bergamo un ragazzo di 22 anni, sospettato dell’omicidio di Anselmo Campa, l’imprenditore di 56 anni ucciso in casa a Grumello del Monte lo scorso 19 aprile. Dopo un lungo interrogatorio e numerose contraddizioni, il giovane ha confessato l’omicidio agli inquirenti. Dalle perquisizioni effettuate è stata anche ritrovata quella che si ritiene essere l’arma del delitto, un martello che il 22enne aveva nascosto vicino al fiume Oglio. Il ragazzo avrebbe avuto una relazione sentimentale fino a poco tempo fa con la figlia dell’imprenditore. Gli inquirenti tenderebbero ora a escludere la prima ipotesi sull’omicidio, che si pensava fosse avvenuto dopo un furto in casa degenerato ma il movente che avrebbe spinto il 22enne ad uccidere Anselmo Campa sembra ancora essere sconosciuto.


Le prime contraddizioni e poi la confessione

L’attenzione sul ragazzo è stata posta dalle forze dell’ordine dopo aver visualizzato decine di video delle telecamere di videosorveglianza e sentito le versioni di parenti e amici della vittima. Le ultime 24 ore sono state decisive per stringere il cerchio sul 22enne. Sentito per diverse ore il giovane ha raccontato gli spostamenti del giorno dell’omicidio contraddicendosi spesse volte. Elementi che hanno portato i militari a eseguire una perquisizione nel suo posto di lavoro e nella sua abitazione. della sua abitazione. È stato proprio nel corso delle operazioni che il giovane sarebbe crollato confessando l’omicidio. Gli inquirenti hanno quindi condotto il 22enne nella zona boschiva di Castelli Calepio, sulle sponde del fiume Oglio, dove aveva nascosto il martello riconosciuto come arma del delitto e gli indumenti utilizzati la sera del delitto. Le tracce di sangue presenti sui vestiti ritrovati sono state un’ulteriore prova di quanto confessato dal giovane. Durante la perquisizione sul posto di lavoro invece sono stati trovati il portafogli di Anselmo Campa, il mazzo di chiavi della sua abitazione e i pantaloni che l’assassino ha utilizzato per la fuga dopo il fatto.


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