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Usa, l’ultimo colpo contro i diritti Lgbtq: in Alabama diventa reato fornire cure mediche per il cambio di genere

Secondo l’associazione Human Rights Campaign il 2022 è l’anno peggiore per i diritti Lgbtq. Almeno 200 norme restrittive sono state introdotte in 26 Stati

In Alabama sarà reato fornire cure mediche per il cambio di genere ai giovani transgender. La nuova legge, promulgata dal governatore Kay Ivey l’8 aprile ed entrata in vigore oggi 9 maggio, punisce con la reclusione fino a 10 anni la prescrizione di bloccanti della pubertà, ormoni e procedure mediche ai giovani sotto i 19 anni. Il provvedimento include ulteriori discriminazioni nei confronti della comunità transgender, dal divieto di partecipazione nelle competizioni sportive e l’utilizzo dei bagni che non coincidono con il sesso assegnato alla nascita, alla limitazione all’insegnamento dell’identità sessuale e di genere fino alla quinta elementare.  


Le associazioni per i diritti Lgbtq, tra cui Human Rights Campaign e Lgbtq Legal Advocates Defenders, hanno già impugnato la legge, sostenendo che il divieto causerebbe un danno «immediato e irreparabile» ai soggetti interessati, violando molti dei loro diritti costituzionali. Molti psicologi e medici, infatti, affermano che le cure per la transizione di genere salvano molte vite, riducendo il già alto rischio di depressione e suicidio tra i giovani transgender. Anche il Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti si è unito al caso, affermando che la legge dell’Alabama «viola la clausola di parità di protezione» del quattordicesimo emendamento della Costituzione, mentre il giudice federale Liles Burke starebbe cercando di sospendere temporaneamente l’applicazione del divieto.    


Diritti Lgbtq sotto attacco in tutti gli Usa

La nuova legge dell’Alabama è parte di una «battaglia nazionale» dei repubblicani contro i diritti della comunità Lgbtq, in vista delle elezioni di «mid-term» previste per novembre 2022. I legislatori repubblicani hanno introdotto centinaia di norme in diversi Stati, rivolte in particolare ai giovani transgender, per «salvaguardare» i loro diritti e quelli dei loro genitori. Secondo l’associazione Human Rights Campaign solo nel 2022 sono state promulgate 300 leggi anti-Lgbtq, mentre l’organizzazione Freedom for All Americans parla di almeno 216 norme restrittive in 26 stati, facendo del 2022 l’anno peggiore per i diritti della comunità Lgbtq. Tutti i provvedimenti prendono di mira gli stessi temi: le terapie per il cambio di genere, la partecipazione alle competizioni sportive e la discussione delle tematiche Lgbtq nelle scuole.  

Il Texas, ad esempio, ha ordinato alle aziende sanitarie statali di indagare per abuso di minori i genitori che si adoperano per fornire ai figli transgender trattamenti medici per il cambio di genere. Il Missouri, invece, che attraverso il disegno di legge Save Adolescents from Experimentation già vorrebbe vietare ai medici e agli operatori sanitari di fornire o raccomandare le terapie ai minori di 18 anni, vuole estendere il divieto fino ai 25 anni, sostenendo che fino a quell’età il cervello non è completamente sviluppato, quindi una decisione così invasiva sarebbe presa senza la necessaria capacità di giudizio. Nei primi mesi del 2021 erano stati l’Arkansas e il Tennessee i primi Stati ad applicare leggi simili, che continuano a essere proposte nonostante ne venga messa in discussione la costituzionalità. Il provvedimento dell’Arkansas è stato temporaneamente bloccato dai giudici federali.  

Gli Stati che sostengono i diritti Lgbtq

Le lotte delle associazioni per i diritti della comunità Lgbtq sembrano però avere il sostegno federale. Lo scorso mese, il Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti ha ripreso gli Stati che hanno applicato le suddette legislazioni, ribadendo gli obblighi federali contro la discriminazione che i singoli Stati sono tenuti a rispettare. «Il Dipartimento ha un forte interesse a proteggere i diritti costituzionali delle persone che sono lesbiche, gay, bisessuali, transgender, queer, intersessuali, non binari o comunque non conformi al genere e a garantire il rispetto degli statuti federali sui diritti civili», ha ricordato il Dipartimento in una lettera. Intanto, 19 Stati, tra cui la California, il Colorado e la Florida, hanno già introdotto delle norme che proteggono i giovani transgender che si vogliono «rifugiare» nei loro territori, o si sono impegnati pubblicamente per farlo.

«Oggi siamo orgogliosi di annunciare che oltre un terzo degli stati del nostro paese sta respingendo l’orrenda legislazione anti-trans che stiamo vedendo in Texas e altrove», ha dichiarato il 3 maggio il senatore della California Scott Wiener. «A partire dalla nostra legislazione in California, stiamo costruendo una campagna legislativa nazionale coordinata dai legislatori Lgbtq per fornire rifugio ai bambini trans e alle loro famiglie. Lo stiamo mettendo in chiaro: non permetteremo ai bambini trans di essere sminuiti, usati come pedine politiche e che siano negate loro le cure per il cambio di genere. Non permetteremo che i loro genitori vengano criminalizzati o che vengano portati via i loro figli».

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