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Il presidente degli Alpini: «Mi scuso con le ragazze molestate a Rimini ma non fermate le adunate»

Sebastiano Favero: le denunce sono fatti concreti, faremo di tutto per individuare i responsabili

Sebastiano Favero, presidente dell’Associazione nazionale Alpini, in un’intervista rilasciata al Corriere della Sera si scusa con le ragazze oggetto di molestie durante il raduno di Rimini. Il punto di partenza del ragionamento di Favero è che adesso ci sono «fatti concreti», ovvero le prime denunce presentate. «Faremo di tutto, insieme alle forze dell’ordine, per individuare i responsabili. E se sono appartenenti alla nostra associazione, prenderemo provvedimenti molto forti».


Riccardo Bruno ricorda a Favero che episodi simili erano accaduti anche nelle adunate di Trento e Milano: «Avevamo già fatto delle azioni di sensibilizzazione. Evidentemente non sono bastate e faremo di più, anche con maggiori controlli durante le manifestazioni. Tuttavia tutti gli episodi non sono avvenuti negli appuntamenti ufficiali ma nei momenti di intervallo. Non per caricare responsabilità su altri, ma per noi è difficile monitorare cosa accade in quei contesti, spetta più che altro alle forze dell’ordine».


Poi il presidente parla della petizione su Change.org che chiede di vietare i raduni per due anni: «Così come condanno cos’è successo, ribadisco che è opera di un piccolo numero. Fermare le adunate sarebbe un torto gravissimo alla maggioranza. Il nostro impegno è far sì che non avvenga più in futuro. Dobbiamo avere maggiore sensibilizzazione. Di fronte a casi del genere non bisogna girarsi dall’altra parte». Infine, se si trovasse di fronte a una delle ragazze molestate Favero le chiederebbe scusa. «E le direi che chi si è comportato in quel modo non è un vero alpino».

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