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Arabia Saudita, raid nei negozi per ritirare giocattoli e vestiti arcobaleno: «Contraddicono l’Islam e promuovono l’omosessualità»

Il ministero del Commercio saudita ha specificato che i loro dipendenti hanno confiscato «prodotti che contengono simboli e segni che invitano alla deviazione e contraddicono il buon senso»

Non si arresta la repressione della comunità Lgbtq+ in Medio Oriente. In Arabia Saudita le autorità hanno sequestrato diversi giocattoli e abbigliamenti di colore arcobaleno dai negozi di Ryad. Fiocchi, gonne, cappelli, magliette e astucci sono le cose principali che sono state tolte dagli punti vendita della capitale saudita e si tratterebbe principalmente di oggetti per bambini. Lo denuncia un servizio del canale di notizie statale Al Ekhbariy andato in onda ieri, 15 giugno. A ritirare gli articoli sono stati i funzionari del ministero del Commercio, uno dei quali ha spiegato che gli oggetti arcobaleno «contraddicono la fede islamica, la morale pubblica e promuovono l’omosessualità prendendo di mira le giovani generazioni».


Il ministero del Commercio: «Invitano alla deviazione»

Successivamente, il ministero coinvolto ha rilanciato il servizio e ha specificato che i loro dipendenti stavano confiscando «prodotti che contengono simboli e segni che invitano alla deviazione e contraddicono il buon senso» e che i negozi che li vendono subiranno sanzioni. In Arabia Saudita l’omosessualità è un tabù e – secondo quanto interpretato dal governo del Paese – la legge islamica punisce con la morte e la fustigazione i rapporti tra persone dello stesso sesso. Nel Paese per gli uomini è illegale anche «comportarsi come donne», e viceversa. Ad aprile le autorità saudite avevano chiesto alla Disney di tagliare i «riferimenti Lgbt» dal film Marvel Doctor Strange nel multiverso della follia, ma l’azienda non accolse la richiesta e il film non venne proiettato nelle sale saudite.


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