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Il 40enne che si tuffa nella Fontana di Trevi con un trampolino e il costume da bagno (bloccato dai vigili) – I video

Da settimane si ripetono atti di vandalismo e violazioni del decoro pubblico. La denuncia della presidente del I Municipio: «Mancano gli uomini a presidio dei monumenti. Serve la Protezione civile»

Si tuffa di testa nella Fontana di Trevi con tanto di «trampolino» improvvisato e costume da bagno. Viene fermato dalla polizia locale, multato e allontanato dall’area. Ma poche ore dopo, A.F., 40enne romano, approfittando del cambio turno tra le pattuglie si lancia un’altra volta in acqua, e un’altra volta viene intercettato dagli agenti. Una vicenda surreale, testimoniata dalle decine di video diffusi sui social network, che accende i riflettori e la polemica attorno al degrado di Roma, in balia non solo dei rifiuti ma anche dell’inciviltà dei suoi abitanti e dei turisti che ogni giorno ne popolano il centro storico.


Il caso

Pochi minuti dopo le 23 di sabato 16 luglio, A.F si arrampica sulla Fontana di Trevi e si getta di testa dalla piattaforma marmorea sotto la statua di Oceano. Davanti agli occhi increduli dei passanti, tra chi applaude e registra video e chi lo fischia inorridito, il 40enne si cimenta in una rapida nuotata prima di essere intercettato da un agente della polizia locale di Roma, che si immerge direttamente in acqua per assicurarsi la presa sul natante abusivo. Qualche insulto e urlo dopo, l’uomo riceve un daspo di 48 ore e una multa da 100 euro ma, non contento, due ore si ripresenta nella piazza. Questa volta a petto nudo, si butta in acqua dallo stesso punto inveendo contro gli agenti, costretti a portarlo di forza fuori dalla fontana per la seconda volta. E via con un secondo daspo, un’altra multa da 200 euro e una denuncia penale per oltraggio e resistenza a pubblico ufficiale, aggravata dalla recidività.


Allarme degrado

«C’è una maleducazione dilagante nel centro storico. Non si fa più differenza tra una fontana artistica e una pozza d’acqua. Serve la Protezione civile», ha commentato la presidente del I Municipio, Lorenza Bonaccorsi. L’episodio di sabato sera, infatti, non è un caso isolato. Complice il caldo torrido della capitale, sono settimane che si ripetono tuffi e immersioni nelle fontane cittadine: venerdì 15 luglio, una coppia di turisti si è immersa nella fontana dei Quattro Fiumi di Piazza Navona in costume, facendosi riprendere dagli amici mentre giocavano in acqua in tutta tranquillità. Ieri qualcuno si azzardava addirittura a prendere il sole stendendo il telo sui sanpietrini, e alla fontana dell’Acqua Paola del Gianicolo i turisti immergevano i piedi a «bordo piscina». Ma il problema non riguarda solo le fontane: a inizio settimana era comparsa una scritta («Aliens exist») sulle mura del Pantheon, una delle aree turistiche più presidiate della città.

«Una coperta corta»

Il problema, sottolinea anche Bonaccorsi, è proprio il controllo insufficiente sui monumenti della capitale. «Lo dico da tempo: mancano gli uomini. I vigili sono impegnati su molti fronti, penso al contrasto ai tavolini selvaggi o alle multe a bar e ristoranti che espongono i rifiuti a tutte le ore. La coperta è corta, non ce la facciamo», spiega la presidente del I Municipio. «Chiederò al sindaco di coordinare la vigilanza mettendo in campo anche la Protezione civile e le associazioni di volontari. Dobbiamo aumentare le telecamere e siccome qui c’è un problema di inciviltà diffusa, vorrei che si lanciasse anche una campagna di sensibilizzazione. Io, purtroppo, non ho i soldi per farla».

Eccetto il Colosseo, controllato con un apposito piano organizzato dalla Prefettura, sono pochi i luoghi del centro che beneficiano del presidio fisso di almeno una pattuglia: piazza Navona, il Pantheon, Campo de’ Fiori, Fontana di Trevi e piazza del Popolo. Pattuglie che però diventano «mobili» molto spesso, e si ritrovano a fare avanti e indietro ogni mezz’ora da un posto all’altro. Gli stessi agenti lamentano di essere impegnati su troppi versanti. Inoltre, spiega a La Stampa Marco Milani, segretario romano del sindacato unitario lavoratori polizia locale (Sulpl), «sul fronte della tutela dei beni culturali sono stati depotenziati gruppi importanti, come il Nad, l’Ufficio nucleo ambiente e decoro, e il Pics, Pronto intervento centro storico». Mentre, aggiunge, «molte forze vengono trasferiti ai nuclei speciali, che si occupano di abusivismo commerciale».

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