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Scuola, la protesta dei presidi: «Nuove linee guida poco chiare. Dirigenti e docenti non sono virologi»

«Quando ci sarà il ritorno in classe a settembre, spero che si valuti la situazione attentamente e che ci vengano fornite indicazioni chiare e precise», dice il presidente dell’Anp di Roma, Mario Rusconi

Manca meno di un mese all’inizio del nuovo anno scolastico e le nuove procedure anti Covid indicate dall’Istituto superiore di sanità il 5 agosto scorso, e riprese ed emanate dal ministero dell’Istruzione, non convincono i dirigenti scolastici, preoccupati per il «liberi tutti» deciso ai piani alti: via la mascherina, stop al distanziamento obbligatorio e adeguata sanificazione e areazione degli spazi. «Queste linee guida sono un’interpretazione ottimistica da parte del ministero. Tuttavia, viene anche fatto presente che se peggiorerà l’andamento pandemico le regole potranno cambiare di conseguenza. In ogni caso, quando ci sarà il ritorno in classe a settembre, spero che si valuti la situazione attentamente e che ci vengano fornite indicazioni chiare e precise: presidi e insegnanti non possono trasformarsi in virologi», ha spiegato a Il Messaggero il presidente dell’Associazione nazionale dei presidi di Roma, Mario Rusconi. La paura è che, senza una linea netta, si possano creare situazioni di rischio.


Polemiche anche per il rientro in classe dei docenti non vaccinati per scelta, sospesi a partire da dicembre scorso e reinseriti a stipendio ad aprile, ma senza tornare a insegnare in aula. «Come possiamo spiegare a famiglie e docenti queste nuove regole che, di fatto, sembrano tanto contraddittorie? Abbiamo chiuso l’anno in un modo e ora, con i contagi ancora presenti, riapriamo in tutt’altra maniera. Ciascuno dovrà cautelare se stesso, mi aspetto le rimostranze dei genitori o dei docenti vaccinati», ribadisce Cristina Costarelli, presidente dell’Associazione nazionale presidi del Lazio.


«Il consiglio che darò alle famiglie sarà quello di proteggersi con la mascherina. Non c’è alcun obbligo, è chiaro, ma un consiglio sì. Lo abbiamo fatto per la maturità e continueremo a farlo: in situazioni poco chiare, indosseremo la Ffp2», prosegue. Costarelli ricorda «che quest’anno nessuno avrà la mascherina, neanche quella chirurgica, solo i fragili. Quindi apriamo le scuole senza le misure di prevenzione adottate fino a poche settimane fa. Lo stesso vale per le procedure da avviare in caso di positività: non ci sono indicazioni, sappiamo solo che la procedura usata fino a metà giugno è decaduta (fino a quattro casi mascherina chirurgica per tutti in classe, dal quinto la Ffp2, ndr). Ora quindi, salvo nuove indicazioni dalle Asl, se ci sono uno, due o 10 positivi in classe non dobbiamo fare nulla».

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