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«I fondatori di Israele contaminati dal razzismo europeo»: l’intervista di Piras (Pd) fa insorgere la destra. Malan (FdI): «Parole inquietanti» – Il video

L’intervento del candidato dem risale al 2020. L’accusa: «Troppi casi di ostilità»

La campagna elettorale si accende per l’ennesima polemica sollevata dalla destra sulle dichiarazioni passate dei candidati dem. Questa volta è il turno di Michele Piras, già deputato di Sel dal 2013 al 2018 e ora candidato del Partito Democratico al collegio uninominale in Sardegna, di cui è tornata a circolare una lunga intervista rilasciata su YouTube a Giovani palestinesi d’Italia nel 2020. Ad agitare particolarmente gli animi della destra, nello specifico di Fratelli d’Italia, un’affermazione che Piras fa al minuto 55: «Millenni di esistenza della comunità ebraica in Europa hanno prodotto una contaminazione molto importante, precisamente di disvalori, come quelli appunto del razzismo, della supremazia bianca, o insomma di un modo oppressivo di imporre i propri valori, di costruire società chiuse», dice il politico dem. Il riferimento è allo schema di valori europei di quegli anni – contaminato da nazismo e fascismo – che le comunità ebraiche europee hanno interiorizzato e poi portato con sé nella costruzione dello Stato di Israele. Una posizione giudicata «inquietante» dal senatore di Fratelli d’Italia Lucio Malan, che nota come Piras sia stato «già segnalato dall’economista Riccardo Puglisi per inaccettabili affermazioni contro Israele, identificato con “occupazione, illegalità internazionale e saccheggio», ma ora sia riuscito «a dire anche di peggio».


L’accusa di Malan

«Si tratta – prosegue in una nota Malan, in disaccordo con lo stesso fatto di aver rilasciato un’intervista a Giovani palestinesi – della stessa organizzazione cui Rachele Scarpa (capolista del Pd a Treviso, ndr) esorta a fare riferimento per sapere la verità sul Medio Oriente. Giovani palestinesi nega radicalmente il diritto di Israele non solo a difendersi, ma ad esistere, definendolo solitamente “entità sionista” e attaccando i palestinesi che accettano la dottrina “due popoli, due stati” poiché vogliono solo lo Stato palestinese». Poi se la prende con il Partito Democratico: «Com’è possibile che nella schiera dei candidati vi siano non uno, ma parecchi casi di radicale ostilità a Israele e persino alla “comunità ebraica in Europa”? Con quale criterio sono stati scelti? Quali provvedimenti saranno presi? Possibile che in anni di militanza nessuno nel più strutturato partito oggi esistente si sia accorto di queste posizioni?». Il riferimento è alle altre dichiarazioni passate di alcuni candidati dem, riemerse in questi giorni di convulsa campagna elettorale. La polemica, infatti, ha travolto anche Raffaele La Regina (ex capolista in Basilicata e segretario regionale dei dem), che paragonava la legittimità dello Stato di Israele all’esistenza degli alieni, e Rachele Scarpa.


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