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Caro-energia, Mattarella esorta la Ue a bloccare le speculazioni. E sulla Russia: «Inaccettabile diritto di aggressione» – Il video

Secondo il presidente, l’Europa è un bersaglio di questa guerra: «Ne sono sfidati i principi di civiltà, i valori che si sono affermati come risposta dei popoli alla barbarie della Seconda guerra mondiale e delle dittature che l’hanno provocata»

Al Palazzo del Quirinale, come ogni anno, si è tenuta la cerimonia di consegna delle onorificenze al merito del lavoro. È stato il presidente della Repubblica in prima persona a consegnare le insegne ai Cavalieri del Lavoro e gli attestati d’onore ai nuovi Alfieri del Lavoro. Dopodiché, Sergio Mattarella ha tenuto un discorso che ha abbracciato i temi di più calda attualità: guerra, crisi energetica, crescita economica, coesione dell’Europa. Le parole più forti il capo dello Stato le ha rivolte contro la Russia e contro chi specula sul prezzo dell’energia. «Una guerra sciagurata, che la Federazione russa ha scatenato arrogandosi un inaccettabile diritto di aggressione, lascia ogni giorno una scia di morte, di distruzione, di odio, che inquina anche ogni campo delle attività civili e delle relazioni. La pace è urgente e necessaria. La via per costruirla passa da un ristabilimento della verità, del diritto internazionale, della libertà del popolo ucraino». Mattarella ha anche ammonito tutti i Paesi europei ad avere «una risposta unitaria e coerente», poiché l’Europa stessa è un bersaglio di questa guerra. «Ne sono sfidati i principi di civiltà, i valori che si sono affermati come risposta dei popoli alla barbarie della Seconda guerra mondiale e delle dittature che l’hanno provocata».


La «speculazione intollerabile» sul costo dell’energia e la lentezza di Bruxelles

Conseguenza del conflitto, l’innalzamento dei costi dell’energia. Anche in questo caso, il presidente della Repubblica è stato netto: «Le ragioni del mercato dell’energia sembrano creare ostacoli, ma la responsabilità delle istituzioni è esattamente quella di rimuoverli. Solo l’Unione europea ha la forza per farlo, intervenendo sugli automatismi dei prezzi, sui rialzi spropositati, sulle speculazioni intollerabili a danno dei cittadini: imprese e famiglie vanno protette nelle fasi più acute della crisi perché diversamente si pregiudica il domani». Un’esortazione che diventa rimprovero nei confronti di Bruxelles quando Mattarella ha constatato che «l’Europa fatica a esprimere una politica di solidarietà e di coesione sulle conseguenze economiche e sociali di questa guerra. Assistiamo a un’impennata dei prezzi dell’energia che è attribuibile solo in parte a scarsità di approvvigionamenti, ma trova radice in azioni speculative che minacciano la vita di migliaia di aziende e mettono in allarme tantissime famiglie. A questo va posto rimedio».


Pnrr e crescita economica

Nel suo lungo discorso, Mattarella non si è espresso sulle questioni che riguardano il prossimo esecutivo. Ha posto, però, l’attenzione sulle tappe per il completamento del Pnrr. All’Italia «è stato accordato il pacchetto finanziario più consistente nel finanziamento ai Piani nazionali di ripresa e resilienza. Non possiamo perdere questa sfida. È stato compiuto il primo tratto del percorso, si deve proseguire rispettando tempi e impegni. Non possiamo dissipare questa opportunità di rinnovamento e sviluppo, utile per correggere storture antiche e accelerare le necessarie correzioni strutturali alla nostra economia. Ne va, anche, del nostro ruolo in Europa, che deve essere trainante». Il presidente della Repubblica ha sottolineato i risultati «straordinari» in termini di crescita economica del nostro Paese. «A consuntivo, per incremento di Pil rispetto al quarto trimestre 2019 – antecedente lo scoppio della pandemia – siamo la terza economia del G7, dopo Stati Uniti e Canada», ha detto. Concludendo con una visione sul futuro del Paese. «Pesano oggi nuove incognite, si preconizzano orizzonti foschi, ma occorre saper partire da questi eccellenti risultati ottenuti per costruire con fiducia il futuro. Molte aziende italiane sono avanguardie di innovazione. Sono nei gruppi di testa di comparti produttivi. Tutto questo ci incoraggia sulle nostre capacità e potenzialità. Per rendere più moderno il Paese, recuperando anche le energie sottoutilizzate, a partire dalle aree di desertificazione produttiva e di strutturale carenza di servizi che rappresentano un impedimento per una crescita equilibrata».

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