Scopri di più su DOMINO, la nuova rivista sul mondo che cambia

Basta schiaffi, ricatti emotivi e minacce: così il Consiglio d’Europa definisce i castighi accettabili dei genitori ai figli

Le tipologie dei comportamenti da adottare e non: niente “Fila in camera tua”

«Bisogna reagire al comportamento scorretto con spiegazioni e in modo non aggressivo, evitando castighi come il time out, la riparazione dei danni o la decurtazione della paghetta». Sono queste le indicazioni del Consiglio d’Europa – organizzazione internazionale il cui scopo è promuovere la democrazia, distinta dal Consiglio europeo che è invece un organo dell’Ue e promuove gli orientamenti politici di Bruxelles – che suggeriscono ai genitori che tipologia di comportamenti adottare di fronte ad atteggiamenti maleducati dei propri figli. La punizione del time out – conosciuta comunemente con la formula «Fila via in camera tua!» – prevede che il bambino resti del tempo da solo dopo aver combinato un guaio. Da sempre divide i genitori tra chi ritiene che porti il figlio a diventare calmo e collaborativo e chi lamenta che invece aumenti l’agitazione. L’organizzazione si posiziona dunque nella seconda categoria, bollandola come «obsoleta». La testata francese Le Figaro riferisce che il Consiglio d’Europa – allertato da più associazioni educative – sta pensando di rivedere la sua posizione sul tema del time out, modificando a breve l’opuscolo che invece lo incoraggia. Tra le associazioni che hanno promosso questa direzione vi è Stop Veo che lotta per combattere la violenza educativa ordinaria, ovvero la violenza socialmente accettata usata contro i bambini con il pretesto della loro educazione, come schiaffi, ricatti emotivi, sgridate pesanti, minacce e umiliazioni. «Segnaliamo che molti genitori fanno riferimento a questa soluzione per risolvere i problemi, ci auguriamo che l’abolizione venga spiegata dalla pedagogia e soprattutto sostituita da suggerimenti per provvedimenti meno violenti», così l’associazione ha commentato la direzione consigliata. Ma ci tengono a precisare: «Resta la raccomandazione che, se la tensione sale, meglio lasciare che il bambino pianga da solo e vada a calmarsi piuttosto che peggiorare le cose».


Continua a leggere su Open


Leggi anche: