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Usa, è morto Aaron Carter: il rapper e attore era il fratello di Nick dei Backstreet Boys. Aveva 34 anni

Il corpo del cantante è stato trovato nella sua casa di Lancaster, in California, all’interno di una vasca da bagno. Ignote, al momento, le cause del decesso

Il corpo senza vita di Aaron Carter, 34 anni e cantante e fratello di Nick dei Backstreet Boys, è stato trovato all’interno della sua abitazione di Lancaster, in California. Un portavoce del dipartimento della Polizia di Los Angeles ha riferito di aver risposto a una richiesta di aiuto proveniente dalla casa di Carter a Lancaster, in California. Le autorità, al momento, non hanno fornito informazioni sulle causa del decesso. Aaron Carter era nato nel 1987 a a Tampa, in Florida, iniziando la propria carriera musicale aprendo i concerti dei Backstreet Boys a metà degli anni Novanta. Nel novembre 1997 aveva pubblicato il suo primo singolo Crush on You, da cui ha preso il nome il suo primo omonimo album di debutto da solista. Il suo quinto e ultimo album in studio, Love è stato pubblicato nel 2018. Carter era però anche un attore noto per per i suoi ruoli in programmi televisivi come nella serie tv per bambini e adolescenti Lizzie McGuire di Disney Channel, Sabrina, vita da strega e Settimo cielo, ed è stato protagonista di un reality incentrato proprio sulla sua famiglia, House of Carters.


I problemi di salute mentale, dipendenze da alcol e droga e i tentativi di uscirne

Aaron Carter negli ultimi anni ha deciso di aprirsi e parlare dei propri problemi di salute mentale e di abuso di sostanze stupefacenti, raccontando i diversi tentativi intrapresi per liberarsi dalle dipendenze di droga e alcol. Durante un episodio di The Doctors, Carter ha spiegato di essere affetto da un disturbo di personalità multipla, schizofrenia, ansia e disturbo depressivo. In una delle ultime interviste rilasciate al Daily Mail, lo scorso agosto, Aaron Carter aveva dichiarato di essere ormai sobrio da almeno 5 anni e di essere pronto a tornare sulle scene musicali: «Mi sono reso conto che mi stavo uccidendo e tutto ciò che era intorno a me veniva distrutto da questo. Stavo mentendo al mondo e a me stesso. Tutti meritano una seconda possibilità. Non ho commesso crimini folli e non sono come alcune persone cercano di dipingermi. Se qualcuno vuole chiamarmi un disastro ferroviario, beh, sono stato un treno che è stato distrutto più volte e fatto deragliare da molte cose diverse. Ma mi rimetto in piedi, salgo sui binari e vado avanti». 


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