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Il ragazzo di Siracusa che accusa un prete di stupro e pedofilia: «Mi usava come esca per le app gay»

Secondo il vescovo è stato interdetto dal ministero. Ma il prete che dipende dall’Eparchia di Piana degli Albanesi direbbe ancora messa a Francofonte

Ieri abbiamo parlato delle accuse di pedofilia rivolte a un prete di Siracusa arrivate da un ragazzo di 21 anni. Oggi lui, che ha presentato una denuncia in procura, racconta a la Repubblica la sua versione della vicenda. Premettendo che nel frattempo se ne è andato dalla Sicilia. Mentre l’inchiesta verte su cappellano militare in pensione che spesso tornava a Francofonte, suo paese d’origine. Tutto inizia con una mail mandata al vescovo di Siracusa: due giorni dopo monsignor Lomanto lo convoca per ascoltare la sua versione dei fatti. Al termine del procedimento canonico il cappellano, che dipende dall’Eparchia di Piana degli Albanesi, è stato interdetto dall’esercizio del ministero. «Ma a me risulta che continui a dire messa nella chiesa madre di Francofonte», replica il 21enne. Che poi racconta come è cominciato tutto: «Avevo perso da poco mio padre. Mia madre era andata via di casa. Così la nonna aveva accolto me e mio fratello. Qualche tempo dopo conobbi il cappellano che mi invitò a casa sua. Mi colpì il lusso della sua villa».


Le chat erotiche con un prete di Chieti

Il ragazzo racconta che il prete «ripeteva che mi avrebbe aiutato in ogni cosa, io mi sentivo protetto. Ma presto si approfittò di me, la prima volta fu in piscina. Mi invitava a restare a casa sua. E a dormire con lui. Era la scusa per approfittare ancora di me. Intanto, mi riempiva ancora di regali». In più, sostiene il 21enne, il prete «mi spiegava che apparteneva agli ortodossi e che poteva esercitare liberamente la sua sessualità». Poi la situazione è precipitata: «A 14 anni, mi fece vedere come funzionavano alcune app di incontri fra omosessuali. Mi utilizzava come esca. Lì, iniziai ad avere le prime reazioni. E trovai il modo di andare via dalla Sicilia, per qualche tempo ho vissuto a Milano, ero in cura da uno psichiatra del San Raffaele che mi prescriveva degli psicofarmaci. Ma il prete mi ha raggiunto anche lì». All’epoca lo convinse a fare chat erotiche con un prete di Chieti. Oggi lui conclude: «Io a fatica ho trovato un equilibrio. Anche perché intanto quell’uomo provava a screditarmi, dicendo che ero un ragazzo inaffidabile. Ma ho guardato avanti, anche con il sostegno della fede. La vera Chiesa è quella mia e di tante persone perbene, non certo la sua. Ci sono ancora uomini di Chiesa che lo proteggono».


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