Un milione di sfollati verso Rafah. Ancora raid israeliani su Gaza: decine di morti, tra cui dei bambini. Croce Rossa: «Impossibile evacuazione di massa»


Secondo fonti di Al Jazeera, nel quartiere Zeitoun di Gaza City sono in corso pesantissimi bombardamenti di artiglieria e i bombardamenti non si sono fermati fin dalle prime ore del mattino. Fonti locali hanno riferito che 11 persone sono state uccise in un attacco aereo israeliano su un panificio nel quartiere di Nassr, a ovest di Gaza City. Pesanti bombardamenti in tutta la Striscia con un bilancio di 44 morti. Nella parte centrale, almeno cinque persone, tra cui due bambini, sono state uccise in un attacco israeliano a un’abitazione nel campo profughi di Nuseirat. Almeno 15 persone siano rimaste intrappolate sotto le macerie. Intanto il capo della Croce Rossa Internazionale ha denunciato i piani israeliani per un’evacuazione di massa di Gaza City prima dell’occupazione militare, insistendo sul fatto che non fosse possibile realizzarla in sicurezza. «È impossibile che un’evacuazione di massa di Gaza City possa mai essere effettuata in modo sicuro e dignitoso nelle attuali condizioni», ha dichiarato la presidente del Comitato Internazionale della Croce Rossa Mirjana Spoljaric in una nota, descrivendo il piano di evacuazione come «non solo irrealizzabile, ma anche incomprensibile».
La prima fase dell’occupazione di Gaza City
Sono diverse le persone rimaste uccise e decine quelle ferite durante la prima fase di occupazione di Gaza City. Il principale ospedale della città ha comunicato di aver ricevuto almeno 8 morti, tra cui tre bambini. L’operazione militare, preannunciata da settimane e iniziata ieri pomeriggio con il sostegno di raid aerei e di pesanti fumogeni che hanno provocato diversi malori tra i residenti, mira alla conquista della città, al centro dell’unico corridoio della Striscia finora non sotto il diretto controllo dell’esercito israeliano. Già ieri Al Jazeera raccontava di un esodo di massa dei civili palestinesi, che tentavano di allontanarsi prima di finire sotto il fuoco dell’Idf. Secondo le prime stime, oltre un milione di sfollati sta marciando verso il valico di Rafah, all’estremo sud dell’enclave.
La Striscia sotto attacco: bombe anche sui campi profughi
Le bombe stanno demolendo case ed edifici, gli aerei mirano i quartieri densamente popolati e li colpiscono notte e giorno al fianco di droni. Le forze di occupazione hanno anche circondato il quartiere di Zeitoun, a est di Gaza City. Le operazioni non si sono però interrotte nelle altre aree: bombe sono cadute anche su Jabalia al-Nazla, nel nord della Striscia, e l’Idf ha messo in campo persino «robot dotati di trappole esplosive per distruggere le abitazioni civili». Raid sui campi profughi di Al Nuseirat e Khan Younis ma anche su Rafah, dove gli sfollati sono diretti.
Kaja Kallas e le sanzioni a Israele: «Siamo divisi, così non abbiamo peso»
Intanto dall’Ue continuano ad arrivare le dure condanne di Kaja Kallas, Alto rappresentante per la politica estera di Bruxelles: «Siamo divisi e se non abbiamo una voce unica su questo non abbiamo voce sulla scena globale», ha commentato parlando di ipotetiche sanzioni con cui colpire l’apparato militare ed economico di Tel Aviv. «Non sono molto ottimista, persino la nostra proposta più indulgente non ha raccolto la maggioranza necessaria».