«Pesce fresco» e modelle osè: bufera sulla campagna pubblicitaria delle vongole romagnole. Ditta esclusa da una fiera in Spagna
Per pubblicizzare i propri prodotti surgelati, soprattutto vongole e altri bivalvi, usava foto di giovani donne nude, accompagnate da slogan come «pesce fresco» e «non tutte le vongole sono uguali». Per questo La Selvaggia, azienda con sede a Santarcangelo di Romagna, è stata espulsa dalla fiera dei prodotti ittici surgelati di Vigo, in Spagna, una delle più importanti del mondo, che attira più di 30mila visitatori ogni anno. Per gli organizzatori della Conxemar, come riporta il quotidiano La Voz de Galicia, si tratta di una campagna «sessista e degradante». Ai rappresentanti della ditta è stata concessa un’ora, fino alle 10, per recarsi al quartiere fieristico e ritirare il proprio materiale.
Perché la Conxemar ha contattato il Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste
La Conxemar ha poi contattato il Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste (Masaf) per comunicare l’espulsione della società romagnola, che faceva parte di un’ampia rappresentanza imprenditoriale guidata proprio dal ministero. Il ministero ha assicurato di essere all’oscuro della campagna promozionale, ha escluso l’impresa dal Padiglione Italia e ha inviato una lettera alla Regione Emilia-Romagna che, come riporta l’Adnkronos, l’aveva segnalata per partecipare alla fiera.
La replica di La Selvaggia
Una vongola che manda un bacio e sotto la scritta «Non siamo per tutti». Così La Selvaggia ha risposto alle polemiche in un post pubblicato sul proprio profilo Facebook. «E va bene così. La nostra esperienza nel settore ci ha insegnato una cosa: essere diversi, e soprattutto essere liberi, è la chiave per scegliere solo la qualità. Liberi di seguire il mare. Liberi di fare le cose a modo nostro. Liberi di non scendere a compromessi. Perché quando la qualità viene prima di tutto, essere diversi non è un limite. È la nostra forza. La Selvaggia. Libera per natura».
Le storie pubblicate dall’azienda su Facebook
In seguito, sempre su Facebook, l’azienda ha pubblicato due storie. Una dall’aeroporto Guglielmo Marconi di Bologna, con la scritta «La vongola è tornata a casa», un’altra in cui si spiega la decisione di oscurare le fotografie contestate, attaccando le ricostruzioni giornalistiche di queste ore: «Abbiamo deciso di oscurare le fotografie delle nostre ragazze per proteggere la loro immagine da utilizzi impropri, strumentalizzazioni e attacchi denigratori da parte di alcune testate giornalistiche… La loro immagine non è uno strumento da usare a piacimento, né un pretesto per alimentare polemiche».
La nota dell’azienda
Infine, in una nota riportata da Altarimini, la ditta ha precisato che la campagna è stata ideata da un team di marketing composto interamente da donne e che le modelle «sono professioniste, regolarmente retribuite per il loro lavoro» che hanno aderito volontariamente al progetto.

