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Come funziona il braccialetto che scopre la «droga dello stupro» nei drink: dove si usa e quanto è affidabile

15 Ottobre 2026 - 11:33 Antonia Verderosa
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Bastano poche gocce per attivare il test che cambia colore in presenza di alcune sostanze. Dopo la distribuzione nelle farmacie, i dispositivi arrivano nelle scuole del Veneto. Dove si usa in Italia e in Europa e quanto è affidabile il braccialetto anti-stupro
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Poche gocce del cocktail su un braccialetto di carta. Se cambia colore, nella bevanda potrebbero esserci sostanze stupefacenti. È il principio su cui si basano i braccialetti contro la cosiddetta «droga dello stupro», dispositivi pensati per individuare alcune sostanze aggiunte di nascosto ai drink. Già utilizzati in diversi Paesi europei, ora arrivano anche nelle scuole italiane. Dopo i 2.500 braccialetti distribuiti gratuitamente nelle farmacie veneziane lo scorso marzo, in occasione della Festa della donna, altri 400 saranno consegnati agli studenti di un liceo di Portogruaro, in provincia di Venezia.

Come funziona il braccialetto e quali droghe rileva

La più conosciuta tra le cosiddette «droghe dello stupro» è il GHB, una sostanza generalmente incolore e inodore, dal sapore leggermente salato, difficile da riconoscere se mescolata a un cocktail. Ma non è l’unica. Anche la ketamina e alcuni farmaci, come le benzodiazepine, possono essere utilizzati per stordire una persona a sua insaputa. Gli effetti variano a seconda della sostanza e della quantità assunta: dalla sonnolenza alla confusione, fino ai vuoti di memoria e alla perdita di coscienza. Chi le assume può perdere la capacità di reagire o di ricordare quanto accaduto.

All’apparenza il dispositivo anti-stupro è un normale braccialetto di carta, simile a quelli utilizzati per accedere a concerti e festival. Contiene però una o più aree con reagenti chimici che possono cambiare colore quando entrano in contatto con determinate sostanze. Per effettuare il test basta versare poche gocce della bevanda sulla parte reattiva e osservare il risultato. Non servono strumenti elettronici né applicazioni sul telefono. Alcuni dispositivi sono monouso, altri consentono di effettuare più controlli.

I progetti di distribuzione continuano a moltiplicarsi, dalle scuole ai festival in giro per l’Europa. Ma il braccialetto resta uno strumento di controllo preliminare, non un’alternativa alle analisi tossicologiche o all’assistenza sanitaria.

I braccialetti funzionano davvero? Cosa dice l’Istituto superiore di sanità

Secondo uno studio del Centro nazionale Dipendenze e Doping dell’Istituto superiore di sanità, pubblicato sulla rivista Clinical Chemistry and Laboratory Medicine, la ketamina è tra le sostanze individuate più facilmente, soprattutto nei cocktail a base di gin. Più difficile, invece, riconoscere il GHB, che produce un cambiamento di colore meno evidente. Le ricercatrici hanno messo alla prova due tipologie di test disponibili in commercio, verificandone la capacità di rilevare sei diverse sostanze nelle bevande alcoliche. Nei dispositivi esaminati, benzodiazepine e MDMA non sono state individuate, mentre per la cocaina in alcuni casi è stato necessario ripetere il test. Anche la composizione del cocktail può condizionare il risultato: le bevande molto colorate possono nascondere la reazione chimica, mentre quelli al limone o all’arancia hanno provocato falsi positivi.

C’è poi il problema dell’illuminazione: nelle discoteche, tra luci soffuse e intermittenti, distinguere un cambiamento di colore può diventare complicato. Per questo Simona Pichini, direttrice del Centro nazionale Dipendenze e Doping dell’ISS, suggerisce di sostituire la reazione cromatica con un segnale più facilmente riconoscibile, come la comparsa di un simbolo.

Dove si usano in Italia: da Modena a Venezia, passando per Roma

Già a luglio 2026 il Comune di Modena aveva acquistato 130 braccialetti nell’ambito del progetto Scuole sicure, finanziato dal ministero dell’Interno. L’acquisto è documentato da una determina comunale del 20 luglio. I dispositivi sono destinati agli studenti per attività di prevenzione e sensibilizzazione. Il comandante della polizia locale, Alberto Sola, ha chiarito alla Gazzetta di Modena che non si tratta di strumenti da utilizzare come prove, ma soprattutto di un’occasione per informare i ragazzi sui rischi delle sostanze somministrate senza consenso.

A Roma e Ladispoli, invece, nel novembre 2025 era partita la distribuzione gratuita nelle farmacie dei kit Check Your Drink. A differenza dei braccialetti, ogni kit contiene otto strisce reattive monouso: basta versare una goccia della bevanda su una striscia per verificare, attraverso un cambiamento di colore, la possibile presenza di sostanze stupefacenti, tra cui GHB, ketamina e cocaina. L’iniziativa, promossa da Federfarma Roma insieme ad alcune associazioni contro la violenza sulle donne, è stata riproposta anche nel marzo 2026.

L’ultimo progetto arriva dal Veneto. A marzo, in occasione della Giornata internazionale della donna, Federfarma aveva distribuito gratuitamente 2.500 braccialetti in cento farmacie veneziane. Ora l’iniziativa si sposta nelle scuole, a partire da un liceo di Portogruaro, dove nelle prossime settimane arriveranno 400 dispositivi. Il progetto dovrebbe essere esteso ad altri istituti della regione. La distribuzione sarà accompagnata da incontri di sensibilizzazione sulla violenza di genere, sui rischi legati all’assunzione di stupefacenti e sui servizi ai quali rivolgersi per chiedere aiuto.

Dalla Germania alla Spagna: dove si usano i braccialetti in Europa

Dalle scuole tedesche alle feste cittadine in Spagna, fino ai festival musicali francesi, i braccialetti sono già utilizzati in diversi Paesi europei. In Germania, nell’aprile 2026, i braccialetti sono stati distribuiti agli studenti delle scuole secondarie di Germersheim nell’ambito di una campagna di sensibilizzazione. In Spagna, il Comune di Vila-real ne ha messi a disposizione 5mila durante le feste cittadine del maggio 2025. I dispositivi sono dotati anche di un codice QR che permette di condividere la propria posizione in caso di emergenza. In Francia, invece, sono stati utilizzati durante il festival Solidays di Parigi, nel giugno 2025, per verificare l’eventuale presenza di GHB nelle bevande.