Proteste in tutta Italia, guerriglia al Duomo di Milano: bombe carta contro la polizia. Gli agenti caricano i manifestanti: diversi feriti – Il video
L’Italia torna a scendere in piazza in un sabato di vaste mobilitazioni che sta attraversando da Nord a Sud le principali città del Paese. All’indomani delle proteste studentesche, migliaia di cittadini si sono riversati nelle strade dando vita a una giornata complessa, caratterizzata sia da grandi cortei pacifici che da momenti di forte tensione, culminati in scontri, lanci di oggetti e cariche della polizia. Ad alimentare la protesta sono anime diverse ma unite da un profondo malessere economico e sociale. Da un lato, il movimento spontaneo e apartitico «Italia in Piazza», nato sui social, sta animando centri come Torino, Milano, Bologna, Firenze, Roma e Napoli per denunciare il carovita, i rincari dei carburanti e la fatica (o impossibilità) di arrivare a fine mese. Dall’altro, Roma ospita la grande mobilitazione nazionale, «Insieme sulla Via Maestra», promossa dalla Cgil e da oltre cento associazioni, che chiede un radicale cambio di rotta sulle politiche sociali. Aumento dei salari e delle pensioni, lotta al lavoro povero e maggiori investimenti per la sanità e l’istruzione pubblica sono le principali istanze portate avanti. Di seguito, tutti gli aggiornamenti e i dettagli dalle piazze italiane in tempo reale.
Il bilancio dei feriti negli scontri a Milano
È di cinque giovani feriti, tutti tra i 18 e i 30 anni, il primo bilancio del 118 sulla manifestazione di Italia in piazza a Milano. Hanno riportato contusioni e lesioni al momento giudicate lievi e sono stati accompagnati in ospedale. Tre sono al Niguarda, uno al Policlinico e uno all’Istituto Città Studi. Altri due ragazzi, di 17 e 18 anni, rimasti feriti durante la protesta, hanno invece rifiutato il trasferimento in ospedale e sono stati medicati sul posto.
Caos totale al Duomo di Milano
Momenti di disordine nel centro di Milano, tra piazza Duomo e piazza Cordusio, dove gruppi di giovani con il volto coperto hanno colpito la polizia. A terra si vedono cassonetti rovesciati, vetrine danneggiate, tavolini ribaltati e materiali provenienti dai cantieri edili sparsi sulla strada.
Dopo lo scioglimento del corteo in piazza Cordusio, alcuni manifestanti si sono riorganizzati in piccoli gruppi e hanno raggiunto il sagrato della cattedrale. Da lì hanno preso di mira le forze dell’ordine, che hanno risposto con lacrimogeni e cariche. I giovani hanno lanciato transenne, sampietrini e bombe carta. Devastata e saccheggiata un’auto dei Carabinieri e danneggiati alcuni furgoni blindati. I gruppi più violenti sono rimasti nella piazza, nei pressi del monumento equestre, dove hanno innalzato barricate.
Scontri alla stazione di Bologna: idranti e lacrimogeni
La protesta a Bologna è degenerata in scontri tra giovani manifestanti e forze dell’ordine nell’area della stazione ferroviaria. In piazza Medaglie d’Oro gli agenti hanno impiegato idranti e lacrimogeni. Alcuni ragazzi incappucciati hanno risposto con un fitto lancio di pietre e altri oggetti. Decine di biciclette Mobike, utilizzate per il servizio di noleggio, sono state rovesciate a terra. L’aria nella zona è diventata irrespirabile per i lacrimogeni e la tensione si è estesa dalla piazza davanti alla stazione ai viali vicini. Gli agenti hanno continuato a utilizzare idranti e lacrimogeni anche in direzione di via Indipendenza, nel centro cittadino.
Landini annuncia sciopero generale il 20 novembre
Dal palco della manifestazione della Via maestra, in piazza del Popolo a Roma, Maurizio Landini annuncia la proclamazione dello sciopero generale della Cgil per il 20 novembre. Il segretario generale del sindacato sollecita il governo a dare risposte in vista della manovra di Bilancio e sottolinea che nella stessa giornata è previsto anche lo sciopero europeo degli studenti.
Corteo a Milano: lancio di pietre e cariche della polizia
Il centro di Milano è stato teatro di momenti di tensione durante la manifestazione di Italia in piazza, con oltre 5mila persone in corteo. In via Broletto, all’incrocio con via San Tomaso, alcuni manifestanti hanno lanciato pietre contro gli agenti. La polizia in assetto antisommossa è intervenuta con una carica di alleggerimento, provocando la divisione del corteo e la fuga di alcuni gruppi di giovani verso via Bossi.
Gli scontri hanno provocato danni alle fermate dei mezzi pubblici e alle vetrate dei primi piani di alcuni edifici storici. Sono stati esplosi anche petardi e bombe carta. La situazione è rimasta caotica, con nuovi confronti ravvicinati tra manifestanti e forze dell’ordine, che hanno effettuato altre cariche, più incisive della prima. Ci sono diversi feriti, tra cui una fotografa, alcuni ragazzi e un agente in borghese. Alcuni ragazzi sono stati fermati e identificati.
La situazione a Genova
Sono circa duecento le persone scese in piazza a Genova per la manifestazione di Italia in Piazza, partita da piazza De Ferrari e diretta attraverso il centro storico. In testa al corteo uno striscione con la scritta «Italia in piazza contro il carovita». Accanto alle bandiere tricolore sventolano quelle palestinesi e diversi cartelli chiedono la fine della guerra. Tra le rivendicazioni dei giovani ci sono maggiori investimenti nella scuola e misure per rendere più sostenibili i costi degli affitti, oltre allo stop agli armamenti. «Siamo tutti antifascisti», intonano i manifestanti.
A Torino cori contro Meloni e Vannacci
Diverse centinaia di persone si sono radunate in piazza Castello, a Torino, per protestare contro l’aumento del costo della vita e dei carburanti. «La gente è stanca di non riuscire ad arrivare più a fine mese», racconta Miriam, una studentessa di 23 anni e tra le promotrici della manifestazione. Le forze dell’ordine hanno invitato ad allontanarsi alcune persone incappucciate che cercavano di unirsi alla folla. Dalla piazza si sono levati cori contro Giorgia Meloni e Roberto Vannacci. «Che siano di destra o siano di sinistra, ai governi non interessa nulla dei problemi della povera gente. L’unico cui dobbiamo rivolgerci è il presidente Mattarella», ha dichiarato uno speaker. Tra i simboli esposti anche un tricolore con una stella rossa. «Quando i nostri partigiani liberarono l’Italia, scesero in piazza e sfilarono tutti insieme anche se la pensavano diversamente. Così dobbiamo fare noi», ha aggiunto un altro speaker.

