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Studenti in piazza per lo sciopero dei prof, il preside li punisce: «Inciderà sul voto in condotta». Scoppia la polemica in un liceo di Avellino

20 Ottobre 2026 - 19:48 Ygnazia Cigna
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Dopo la manifestazione studentesca del 16 ottobre, il dirigente scolastico Gerardo Cipriano ha firmato una circolare per ricordare che le assenze pesano sul monte ore annuale. L’ex sindaco Enrico Franza parla di «chiara intimidazione» e chiede di ritirare il testo
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Le assenze per partecipare alle manifestazioni studentesche possono pesare sul voto in condotta e devono essere giustificate di persona, anche quando riguardano un’intera classe. È quanto stabilisce una circolare firmata da Gerardo Cipriano, preside del Polo liceale di Ariano Irpino, in provincia di Avellino, dopo la mobilitazione studentesca di venerdì 16 ottobre. Il provvedimento ha acceso la polemica, con l’ex sindaco Enrico Franza che ha accusato il dirigente di «intimidire gli studenti» e ne ha chiesto il ritiro.

La circolare del preside dopo lo sciopero del 16 ottobre

La circolare numero 85 fa riferimento alle numerose assenze registrate in alcune classi durante la giornata di protesta, quando anche gli studenti di Ariano Irpino hanno raggiunto Avellino per partecipare alla manifestazione, organizzata in concomitanza con lo sciopero nazionale del personale scolastico. Il dirigente precisa nella circolare che l’astensione dal lavoro riguardava docenti e personale Ata, non gli alunni. «Si è tuttavia registrata, in alcune classi, l’assenza di numerosi studenti e, in taluni casi, un’assenza generalizzata dell’intera classe o di gran parte di essa. Tali assenze non trovano alcuna giustificazione nello sciopero e configurano un’astensione collettiva dalle lezioni, che il nostro ordinamento non riconosce come forma legittima di partecipazione studentesca», scrive il preside.

Andare alla manifestazione è «un’assenza ingiustificata»

Il preside richiama quindi il diritto di sciopero, riconosciuto ai lavoratori, e il regolamento d’istituto, che include «Frequenza e puntualità» tra gli indicatori per la valutazione del comportamento. La circolare stabilisce che «l’assenza dalle lezioni di venerdì 16 ottobre 2026 riconducibile all’astensione collettiva in concomitanza con lo sciopero è considerata assenza ingiustificata a tutti gli effetti», a meno che non sia stato per motivi di salute o di famiglia.

L’attività di «riflessione» per chi non è andato a scuola

La circolare prevede una procedura specifica per le classi in cui si è verificata un’assenza collettiva. Il coordinatore dovrà segnalare il caso al dirigente scolastico e il Consiglio di classe, nelle riunioni del 20-23 ottobre, dovrà esaminare l’accaduto e programmare un’attività di riflessione nell’ambito dell’educazione civica, affrontando diritti e doveri degli studenti, sciopero, rappresentanza e forme legittime di partecipazione. Il preside potrà inoltre convocare le famiglie.

L’assenza inciderà sul voto di condotta

La circolare precisa che non sono previste sanzioni collettive e che la responsabilità disciplinare resta personale. Ma chiarisce anche che l’assenza potrà avere conseguenze sulla valutazione individuale. «Come previsto dal Regolamento d’Istituto e dalla rubrica di valutazione del comportamento, l’assenza ingiustificata del 16 ottobre incide sul voto di comportamento e sarà considerata dal Consiglio di classe nello scrutinio del primo quadrimestre, con riferimento all’indicatore «Frequenza e puntualità». La mancata giustificazione personale entro il termine costituisce elemento di ulteriore valutazione», si legge ancora.

La giustificazione in presenza

Anche la giustificazione dovrà seguire regole precise. Per gli studenti minorenni sarà necessario che un genitore (o chi esercita la responsabilità genitoriale) si presenti personalmente nella sede frequentata dal figlio, munito di documento di riconoscimento. I maggiorenni potranno invece presentarsi da soli, ma la scuola informerà comunque le famiglie attraverso il registro elettronico. La sola giustificazione su quest’ultimo, quindi, non sarà sufficiente.

L’avvertimento per il prossimo sciopero

E non finisce qui. Il dirigente guarda ora anche alle prossime mobilitazioni e richiama espressamente lo sciopero generale già proclamato per venerdì 30 ottobre 2026. Se le lezioni saranno regolarmente garantite, avverte la circolare, l’astensione collettiva degli studenti verrà trattata secondo gli stessi criteri.

Scoppia la polemica: «È un’intimidazione»

A contestare il provvedimento è Enrico Franza, ex sindaco di Ariano Irpino, che si è schierato dalla parte degli studenti e ha chiesto al preside di ritirare la circolare, definendola una «chiara intimidazione». Secondo Franza, la scuola avrebbe dovuto interrogarsi sulle ragioni della protesta anziché concentrarsi sulle assenze. «Quel venerdì molti banchi erano vuoti. Ma quei ragazzi non erano spariti. Erano ad Avellino, in piazza, insieme a migliaia di coetanei. Partecipavano a una mobilitazione che attraversa l’Europa intera: contro il caro bollette, il caro carburanti, la guerra. Davanti a quei banchi vuoti, la scuola aveva due strade: chiedersi perché o chiedere conto. Ha scelto la seconda», afferma l’ex sindaco.

«La scuola non è una caserma»

La critica riguarda soprattutto le possibili conseguenze sul voto in condotta e il messaggio trasmesso ai ragazzi che scelgono di partecipare alla vita pubblica. «Si studia la Costituzione – aggiunge l’ex sindaco – si punisce chi la pratica. Alle famiglie si chiede di giustificare un’assenza che la scuola ha già deciso di non considerare giustificata. Non è un adempimento: è un rito di sottomissione. Per uno studente dell’ultimo anno, una mattina trascorsa a esprimere le proprie idee può costare punti all’esame di Stato. È questo il messaggio che vogliamo dare ai nostri ragazzi? La scuola non è una caserma. Da anni si lamenta il disinteresse dei giovani per la cosa pubblica. Oggi che i ragazzi si interessano, scendono in piazza e prendono la parola, la risposta non può essere una sanzione», conclude.