Psicosi a Milano, falsi allarmi in chat dopo i disordini del weekend: «Hanno fatto un gruppo per violentare le ragazze, vogliono incendiare le università. State a casa»
Messaggi WhatsApp che rimbalzano di telefono in telefono, storie Instagram ricondivise che invitano a rimanere a casa perché, sostengono, sarebbe in atto un piano per stuprare le ragazze, aggredire gli stranieri, farla pagare ai «rich», come vengono definiti i ricchi in queste chat. E ancora screenshot secondo cui gruppi «neofascisti» sarebbero pronti a scendere in piazza a Cadorna, in Duomo, a CityLife, sui Navigli e a Brera per «cacciare gli stranieri», mentre nel mirino dei disturbatori ci sarebbero anche le banche, i musei e soprattutto le università: Bocconi, Iulm, Bicocca, Politecnico. «Si sono formati dei gruppi, stanno prendendo di mira tutto». Così l’allarme si propaga: «Picchiano le persone, le derubano, le accoltellano senza nessun f…to motivo». «Hanno fatto un gruppo per violentare le ragazze: sono in 400», «Vogliono attaccare la Cattolica». E tutti concludono con la stessa formula: «Ditelo agli amici, negli autobus, ai parenti, a tutti quelli che conoscete».
I messaggi fake che stanno terrorizzando Milano
Di ora in ora a Milano cresce l’apprensione. Si tratta di messaggi fake che, però, all’indomani della guerriglia che nel fine settimana ha paralizzato il centro della città, diffondono il panico e creano una psicosi, rendendo difficile distinguere cosa sia vero e cosa no. Per questo, come riporta il Corriere della Sera, molti lavoratori e studenti sono rimasti a casa e i negozi del Quadrilatero hanno svuotato le vetrine per prevenzione, mentre all’Università Bicocca alcuni universitari hanno chiesto ai professori di poter seguire le lezioni a distanza.
L’invito alla prudenza dei content creator sui social
Sui social, intanto, anche alcune influencer hanno invitato i follower alla prudenza. La content creator Alessia Morelli, ad esempio, ha pubblicato una storia in cui dice: «A Milano sta circolando la voce di alcuni gruppi WhatsApp, da più di 400 persone, volti ad incitare l’organizzazione di violenza delle ragazze per strada. Che sia vero o meno, a parte lo schifo, a me e a molte mie amiche è arrivata questa allerta, dunque la giro a voi. State attente».

Gli studenti e la necessità di rimanere lucidi
Gli studenti di alcune università, invece, hanno posto l’accento sulla necessità di rimanere lucidi. Un gruppo della Bocconi ha rimarcato che non ci sono emergenze, chiedendo a tutti di restare calmi, mentre alcuni studenti della Bicocca hanno esortato la comunità universitaria a prestare attenzione alla diffusione dei messaggi che, «seppur mossa dall’intenzione di mettere in guardia altre persone, rischia di alimentare un clima di allarmismo e insicurezza».

