Reportage

Anime affamate

La pandemia silenziosa dei disturbi alimentari

di Giada Giorgi

Nei lunghi mesi di pandemia è aumentato il numero di adolescenti e giovani adulti con problemi di salute mentale. I disturbi legati al comportamento alimentare sono cresciuti di oltre il 30%. L’età media dei malati si è abbassata ai 13 anni. Migliaia i decessi. Queste sono le storie, le voci, e i volti di una generazione che soffre e chiede aiuto

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In Italia sono almeno 3 milioni le persone che soffrono di un disturbo alimentare. La cifra è sottostimata per la grande difficoltà di intercettare i casi e una rete di assistenza ancora troppo debole.

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2,3 milioni di casi di disturbo del comportamento alimentare su un totale di 3 milioni in Italia riguardano l’età adolescenziale. I medici parlano di un abbassamento dell’età media tra i 13 e i16 anni negli ultimi 20 mesi e di richieste raddoppiate. L’emergenza è anche e soprattutto generazionale.

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La morte per cause correlate ai disturbi alimentari, suicidi e autolesionismo, è al 2° posto nella classifica italiana delle cause di morte solo dopo gli incidenti stradali. Chi soffre di disturbi alimentari corre il rischio di una morte precoce dieci volte maggiore rispetto al resto della popolazione.

Rossana, Serena, Davide, Luana, Teresa
Sono loro i protagonisti di una storia che non avrebbero voluto raccontare. Nei giorni di isolamento Rossana, Serena e Davide hanno imparato cosa vuol dire cominciare a odiarsi. Per la prima volta aprono le loro camerette e cucine: i luoghi simbolo di un lockdown che è diventato, giorno dopo giorno, emotivo. Teresa e Luana invece sono veterane di un dolore che va avanti da anni. Tra le quattro mura di casa – mentre l’Italia si fermava - lo hanno guardato in faccia senza riuscire più a fuggire. «Non si tratta di cibo. Si tratta di voler scomparire».
La mia azienda mi chiamò per lasciarmi a casa … da lì sono sprofondata

Rossana

I miei compagni non sanno del disturbo, ho paura che pensino male di me

Serena

Podcast L'universo maschile
Il disturbo alimentare non ha genere. I medici raccontano di richieste d’aiuto sempre più numerose da parte di giovani uomini, le stime registrano un aumento dal 10% al 20% in 20 mesi. Impauriti dai pregiudizi, raccontano a fatica la malattia.
Ma perché io non posso
essere così?

Luana

10 marzo 2020
Questo è il diario di un lockdown. Teresa è una giovane che lotta contro due nemiche ormai da troppo tempo. Anoressia e bulimia la accompagnano da anni in un un flusso di abitudini distruttive che ora, tra le quattro mura di casa, sembrano peggiorare. La ragazza affida a un registratore vocale il resoconto crudo dei giorni di solitudine, il racconto di una storia d’amore tossica con la sua malattia.
Podcast
Il diario di Teresa
Parte 1
Sotto lo stesso tetto
Una delle parti più difficili di questa storia spetta ai familiari. Madri, fidanzati, amici vivono nell’affannata ricerca delle parole e dei gesti adatti per relazionarsi con chi soffre. Cosa direbbe Serena a sua mamma se smettesse di avere paura del suo giudizio? Cosa direbbe il fidanzato di Rossana alla sua compagna di vita se cominciasse a immaginare la loro vita futura? Il tentativo di un dialogo a due è andato così.
Ha tutto, perché fa così?
Pericolo social
I social network sono un reale pericolo per chi soffre di un disturbo del comportamento alimentare. Davide, Serena e Teresa lo sanno bene. Parlano di un «potere micidiale». Il dito scrolla senza sosta le immagini di corpi scolpiti, pizze senza carboidrati, programmi di allenamento. Il bombardamento però è anche all’opposto. Dolci, ricette consigliate, delivery di cibo in pronta consegna. «Dove troverò il coraggio di uscire di casa», si chiedono i tre protagonisti.
12 marzo 2020
I giorni passano e Teresa continua a scrivere. Nella sua testa risuonano le frasi lette su Instagram. Mette nero su bianco una domanda a cui ha paura di rispondere: «Quanto diventerò enorme?». Il cellulare diventa l’unica salvezza: l’app contapassi appena scaricata è la compagna fedele che la segue dal bagno alla cucina senza fermarsi mai. «Vivere con un disturbo alimentare è come scegliere per sé stessi un campo di sterminio. Io ho bisogno di sentirmi un numero».
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Il diario di Teresa
Parte 2
Quale aiuto?
La solitudine e il vuoto di una mancata assistenza sono l’aspetto più drammatico dell’emergenza sui disturbi alimentari. I giovani passano i mesi in attesa che qualcuno tenda loro una mano. Aspettando si consumano o decidono di mettere fine al proprio strazio. Se la sanità pubblica non ha risorse, ricorrere ai costi del privato, quando c’è, è privilegio di pochi. «Non si muore di Dca ma di cure mancate», continuano a gridare medici e operatori sanitari. La mamma di Serena e poi ancora Davide e Rossana raccontano l’odissea della loro richiesta di aiuto.
Guarire si può
Giorgia è la prova che dai disturbi alimentari si può uscire. Tra gli scaffali di un supermercato racconta i suoi 8 anni di bulimia. Guarda i pacchi di biscotti e i barattoli di nutella che prima ingurgitava senza sosta, ricorda le lacrime del senso di colpa e, subito dopo, i conati di un vomito che avrebbe dovuto risolvere tutto. Decine di abbuffate. Due tentativi di suicidio. Poi la rinascita. Nel suo libro Nata due volte racconta la storia di una vittoria.
Tra gli scaffali di un supermercato
Nata due volte
7 aprile 2020
Iperattività patologica. Per la prima volta Teresa capisce, o forse ammette, che quei 50mila passi al giorno sono figli della sua malattia. La convinzione che per meritarsi il cibo fosse necessario camminare fino a sanguinare crolla. Le pagine di questi giorni raccontano la lotta tra la debolezza di un fisico ormai al limite e la forza quasi invincibile del disturbo.
Podcast
Il diario di Teresa
Parte 3
Senza cure
L’intervento terapeutico dei disturbi alimentari in Italia si articola in 4 livelli differenti di assistenza. L’ambulatorio, il centro diurno, il ricovero ospedaliero, le residenze di riabilitazione. Un servizio d’équipe che funziona solo se fornito nella sua completezza. L’Istituto superiore di sanità ha pubblicato un report sulla rete di assistenza che il Paese è attualmente in grado di fornire. La maggior parte dei centri elencanti sono ambulatori, il primo livello di assistenza: troppo pochi per l’elevata richiesta, spesso chiusi durante i periodi di lockdown. Pochi posti letto negli ospedali, poche risorse. Tra le principali lacune anche la quasi totale assenza di un numero preciso di pazienti colpiti dal disturbo. Il ministero della Salute non ha mai portato a termine alcuna ricerca in merito. «È troppo difficile dare un resoconto preciso, c’è un mondo ancora troppo sommerso di casi», l’ultima risposta data a Open. E intanto di Dca muoiono almeno 3.000 persone all’anno. La mappa dell’assistenza che segue è un primo, seppur timido, passo. Insieme all’ancora più importante conquista dei Lea (Livelli essenziali di assistenza): dal 21 dicembre i disturbi alimentari sono stati riconosciuti come patologie a sé stanti e inclusi quindi nelle prestazioni del Servizio sanitario nazionale.
La mappa dell'assistenza

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La voce degli esperti
Perché si muore di Dca?
Solo questione di sottopeso?
Cosa succede a tavola?
Paura della malattia mentale?
Data da destinarsi
Il diario di Teresa si conclude, per ora, con un appello. Ha scelto di accompagnare la richiesta con il suo volto. Ascoltiamola, guardiamola. Teresa è nostra sorella, nostra figlia. Teresa siamo noi.
Podcast
L'appello di Teresa
Crediti
Idea, interviste, testi e montaggio video

Giada Giorgi

Riprese

Vincenzo Monaco

Montaggio video per La storia di Giorgia

Vincenzo Monaco

Art Illustrator per il diario di Teresa

Davide Baroni

Web designer/developer

Giulia Ripamonti

Supervisione editoriale

Serena Danna

Ringraziamenti speciali

Rossana Pompei, Serena Beatini, Davide Conforti, Luana Pennetti, Teresa Amato, Mirko Toffolo, Carolina Beatini, Giorgia Bellini

Gli esperti

Prof.ssa Laura Dalla Ragione

direttrice della rete Dca Usl1 della Regione Umbria e del Centro palazzo Francisci di Todi, psichiatra e psicoterapeuta, referente scientifica del ministero della Salute per i Dca


Prof. Giuseppe Magistrali

Docente di psicoterapia presso l'AIPC di Bari specializzato in Dca e presso l'Università degli studi di Bari. Psicologo presso il centro Dca di Bari


Prof.ssa Viviana Valtucci

Fondatrice di @oltreladieta e vicepresidente Ass. ADEPO. Dietista esperta in Dca, dott.ssa in Scienze e tecniche psicologiche


Dott.ssa Gaia Sampogna

Presidente Società Italiana di Psichiatria (SIP) Giovani

Fonti

ReNCaM

Registro Nominativo delle Cause di Morte


Rapporto Istisan


Istituto Superiore di Sanità


Sisdca

Società italiana per lo Studio dei Disturbi del Comportamento alimentare


Adi

Associazione Italiana di Dietetica e Nutrizione Clinica


Coronavirus Disease 2019 and Eating Disorders

Riccardo Dalle Grave - Pshychology Today