Stop ai macelli, arriva la carne sintetica: sugli scaffali nei prossimi anni

Si produce estraendo e “coltivando” le cellule dei tessuti muscolari degli animali, ma per ora i costi sono proibitivi

Quando venne mangiata per la prima volta nel 2013 una porzione di carne coltivata, ovvero sintetica, era ancora qualcosa di fantascientifico. A servirla fu il professor Mark Post dell’università di Maastricht. Oggi, stando alle più recenti stime, la carne creata in laboratorio potrebbe rappresentare un business da sei miliardi di dollari.

Il futuro alimentare in vitro

Al momento i costi della carne sintetica sono piuttosto proibitivi, circa 700 dollari al chilo, ma risulta molto meno costosa di cinque anni fa, quando ammontava a 3500 dollari. Al CES di Las Vegas è stato presentato il “burger” frutto di 21 ingredienti sintetici, inclusa la carne, rigorosamente prodotta in laboratorio. La carne di una mucca non potrà mai migliorare, almeno in tempi “umani”, mentre in vitro le possibilità saranno infinite, almeno così si augurano gli amministratori della società. Al momento si stima che la crescita del business della carne coltivata possa raggiungere il 40% e i costi dovrebbero scendere ulteriormente.

Come si produce una bistecca sintetica?

Da una mucca vengono prelevate cellule muscolari, risparmiandole di fatto il macello; così raccolte sono poi messe in coltura e quindi fatte moltiplicare in modo da costituire dei tessuti filiformi: 20 mila di questi equivalgono a un hamburger. Biologicamente non c’è alcuna differenza rispetto alla carne macellata. Nonostante il costo elevato della bistecca sintetica, si auspica che la carne coltivata possa essere messa in commercio nei prossimi anni. Stando anche a quanto denuncia la Fao – organizzazione delle Nazioni Unite che si occupa della lotta contro la fame nel mondo – la domanda di carne potrebbe aumentare di oltre due terzi nei prossimi 40 anni.

Niente più animali macellati?

Non mancheranno futuri finanziatori, come alcune aziende alimentari americane e dei paesi arabi. Se da un lato questo metterà in serie difficoltà i comparti alimentari tradizionali, dall’altro potremmo far fronte a una delle contraddizioni più sentite dei nostri tempi: quella tra la difesa dei diritti degli animali e il bisogno delle sostanze nutritive della carne.

Vantaggi per l’ambiente

L’elevata produzione di metano da parte degli allevamenti bovini nel mondo, concorre assieme alle emissioni di CO2 all’incremento del riscaldamento globale. Un tema, ecologico e non solo, centrale della nostra epoca, con effetti anche sugli oceani e le loro correnti. Infine dobbiamo tener conto dello spazio. Secondo una ricerca condotta presso l’università di Oxford, produrre carne sintetica può ridurre del 99% lo spazio necessario per gestire gli allevamenti, con un impatto ambientale altrettanto ridimensionato. Sarà questo il futuro dell’alimentazione per i prossimi anni? Staremo a vedere.