Google lancia l’Interpreter Mode: è l’inizio della fine degli interpreti umani?

Il colosso americano ha lanciato un nuovo sistema di traduttore istantaneo al CES di Las Vegas. Secondo Sandra Bertolini, interprete e membro esecutivo della Fit (Federazione Internazionale dei Traduttori), potrebbe non essere un male

Google aggiunge un traduttore istantaneo a Google Assistant, per smarcare il suo Smart Speaker dalla competizione di Amazon (Alexa) e Apple (Siri). Il programma è un'evoluzione di Google Translate: l'Intepreter Mode si attiva con un comando vocale (per esempio «Ok Google, fammi da traduttore dal giapponese»), quindi il software avverte con un beep che si può iniziare a parlare; dopo aver detto la propria frase, un altro beep anticipa la traduzione a voce e in tempo reale nella lingua scelta.

Per ora il programma è disponibile solo sui dispositivi con Google Assistant, ma è facile prevedere la sua naturale estensione su tablet e smartphone. Avrà un dizionario di partenza di 27 lingue. Il progetto è stato presentato al Ces di Las Vegas. È l'inizio della fine per gli interpreti umani? Secondo Sandra Bertolini, presidente dell'Aiti (Associazione Italiana Traduttori e Interpreti) dal 2009 al 2017 e attualmente membro esecutivo della Fit (Federazione Internazionale dei Traduttori): «Assolutamente no. L'interpretazione non si limita semplicemente a processare dei termini, o ad applicare un algoritmo».

 

Google lancia l'Interpreter Mode: è l'inizio della fine degli interpreti umani? foto 1

Sandra Bertolini

Questa nuova tecnologia non pone davvero nessuna minaccia?

«Da qui ad arrivare a un traduttore universale alla Star Trek ce ne passa. ​​​Poi dipende sempre dalle aspettative dell'utente: magari al piccolo commerciante uno strumento del genere può bastare, ma se prendiamo in considerazione situazioni più complesse non è ancora sufficiente. La traduzione che serve per farmi portare in hotel dal mio autista è diversa da quella che serve quando mi trovo a tradurre per 400 persone».

Qual è il valore aggiunto dell'interpretazione umana?

«La capacità di valutare il contesto​​​​. Il contesto è tutto, è il nostro mantra. Il linguaggio cambia in base alla persona che lo usa, e in base al luogo e al tempo in cui viene usato. Il linguaggio ha particolarità come accenti, lo slang, o ancora più semplicemente i modi di dire. Queste specificità sembrano banali, ma sono il nucleo del problema. Una collega a un processo ha dovuto tradurre ripetutamente green men, uomini verdi in inglese. Non si parlava di alieni, ma di un gruppo locale di mafia africana. Una macchina saprebbe cogliere questa differenza?»