Evasione fiscale: Ronaldo patteggia, pagherà 18,8 milioni di euro

di Redazione

CR7 non dovrebbe scontare la pena in carcere, ma non è il solo calciatore ad avere conti in sospeso con il fisco spagnolo

Secondo lo studioso inglese Nicholas Shaxson circa metà del commercio mondiale ha luogo tramite i paradisi fiscali. Nell'epoca in cui pochi fortunati posseggono circa la metà della ricchezza mondiale, anche l'evasione di singoli individui può avere conseguenze importanti per la collettività.

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È il caso di Cristiano Ronaldo, l'attaccante della Juventus, uno degli sportivi più pagati al mondo, accusato di aver evaso il fisco spagnolo dal 2010-2014 quando giocava per il Real Madrid, in Spagna. Il caso riguarda i profitti sui diritti d'immagine: per pagare meno tasse i commercialisti di Ronaldo avrebbero dirottato i profitti sui conti di compagnie straniere in Paesi dove il regime fiscale é meno gravoso rispetto alla Spagna.

Nell'udienza, durata pochi minuti, Ronaldo ha riconosciuto di dover 5,7 milioni di euro per quattro casi che riguardano l'agenzia spagnola EFE. Oltre a pagare 18,8 milioni di euro – attualmente Ronaldo guadagna circa 95 milioni di euro all'anno – dovrà anche scontare una pena di 23 mesi. Ma in Spagna le condanne a meno di due anni per atti non violenti raramente si concludono con il carcere.

Quali sono gli altri casi che riguardano giocatori della Liga?

Lo stesso giorno dell'udienza di Cristiano Ronaldo, un suo ex compagno di squadra al Real Madrid, Xabi Alonso, si é presentato in tribunale per rispondere di tre casi di evasione fiscale. Campioni del calibro di Lionel Messi e Luka Modric, entrambi vincitori del Pallone d'Oro, sono rimasti coinvolti in casi simili.

Nel 2016 il fuoriclasse argentino e suo padre Jorge sono stati condannati a 21 mesi di reclusione (con pena sospesa) e una multa di 3,7 milioni di euro per un'evasione complessiva di 4,1 milioni di euro. Modric invece avrebbe patteggiato otto mesi di carcere per una frode fiscale, sempre sui diritti d'immagine, fatti veicolare tramite una società lussemburghese.

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Secondo la BBC non é un caso: dal 2010, quando é stata revocata la cosiddetta Legge Beckham, in onore del calciatore inglese, che dal 2003 garantiva un regime di tassazione molto basso (del 24%) per i nuovi arrivi nel campionato spagnolo, all'epoca in piena ascesa, il fisco ha cominciato a perseguire i casi di evasione con maggiore zelo. I risultati si vedono.