#Fridaysforfuture: Greta Thunberg a Davos contro il cambiamento climatico

La giovane attivista svedese è tornata a far parlare di sè, e del cambiamento climatico, a Davos. Nel frattempo le proteste di #Fridaysforfuture continuano in Germania e in Belgio

La situazione è paradossale: i potenti del mondo riuniti a Davos, in Svizzera, per il Forum economico mondiale, ascoltano il discorso di un'adolescente svedese di 15 anni, Greta Thunberg, ormai simbolo globale della lotta contro il cambiamento climatico.

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La pubblicazione del rapporto dell'Intergovernmental Panel on Climate Change a ridosso del summit Onu sul clima a Katowice, in Polonia, ha lanciato un allarme: Rimangono dodici anni per evitare che le temperature mondiali aumentino oltre al livello critico di 1,5 gradi centigradi (rispetto ai livelli pre-industriali), dopodiché le conseguenze per il nostro pianeta potrebbero essere gravissime. Greta Thunberg si è resa portatrice di questo messaggio: prima in Polonia adesso a Davos, dopo aver addirittura firmato un editoriale sul Washington Post. 

Ancora prima Greta Thunberg aveva cominciato a "scioperare" a scuola ogni venerdì per attirare l'attenzione "dei grandi" su una questione tutt'altro che piccola. Ad accogliere il suo appello sono stati soprattutto giovani in età scolastica o universitaria che, da alcune settimane, scendono in strada per manifestare la loro preoccupazione per l'ambiente e la rabbia nei confronti dell'inerzia della classe politica. Le proteste vanno avanti in Belgio come anche in Germania. Anche l'Italia è stata contagiata da questa voglia di cambiamento, ma in misura minore.

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Gli "scioperi" di Greta Thunberg sono giunti alla 23esima settimana. A Davos non si è incontrata soltanto con i partecipanti al Forum. Nel pomeriggio ha raggiunto gli studenti fuori da una scuola locale per manifestare. Perché se ignorare i giovani è possibile, è molto più difficile demonizzarli. Soprattutto quando la verità è dalla loro parte. 

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