Tregua sullo shutdown. Ma Trump non molla sul muro

Il presidente non intende negoziare con il Congresso sui 5,7 miliardi di dollari necessari per l’opera

Lo shutdownpiù lungo della storia degli Stati Uniti non fermerà il tycoon: Trump costruirà il muro al confine con il Messico,in qualsiasi modo. Ha già fatto sapere su Twitter che la fine temporanea dello shutdown, durato 35 giorni, non rappresenta «in nessun modo un compromesso» sulla costruzione del muro. L’accordo tra il presidente e il Congresso ha stabilito, infatti,solouna tregua fino al 15 febbraio, ultima data utile per trovare un’intesa su immigrazione e sicurezza.

 

https://twitter.com/statuses/1088958154791100417

Mick Mulvaney, capo dello staff della Casa Bianca, ha ribadito il concetto durante un’intervista a Fox News: «L’impegno del presidente è difendere la nazione, lo farà con o senza il Congresso. Non vogliamo bloccare il governo. Sarebbe sempre meglio passare per la legislazione, è il modo giusto di farlo. Ma il presidente proteggerà il confine, in un modo o nell’altro».

L’altro modo (o nelle parole di Trump, «un’alternativa molto potente») potrebbe essere la proclamazione dello stato di emergenza nazionale, che gli permetterebbe di stanziare i 5,7 miliardi di dollari «non negoziabili» necessari per il sistema difensivo senza l’approvazione del Congresso.

 

Secondo la legge americana, in uno stato di emergenza nazionale il segretario della Difesa può utilizzare fondi e personale militari per costruire opere «essenziali alla difesa nazionale». È praticamente scontato, però, che questo tipo di strategia provocherebbe dei veri propri tumulti a livello costituzionale e sarebbe duramente contestato in ambito legale.

Trump e l’opposizione in Congresso si stanno giocando un piatto da quasi 6 miliardi di dollari (più gli stipendi di 800 mila persone). Il presidente ha rilanciato sullo shutdown, affermando di non temere l’utilizzo di misure radicali.

L’opposizione ha tempo fino al 15 febbraio per passare la mano(dando il via al finanziamento del muro), chiamare il bluff (rischiando un nuovo shutdown, o paralizzando governo e opinione pubblicain una battaglia costituzionale sullo stato di emergenza), o rilanciare (a nessuno sfuggono le implicazioni del recente arresto di Roger Stone, ex consigliere elettorale del presidente).

 

Leggi anche: