Caos al Consiglio di Stato: perquisizione e arresti per corruzione

Secondo l’accusa, l’ex presidente del Consiglio di Giustizia Amministrativa siciliano, Raffaele Maria De Lipsis, avrebbe intascato una tangente per pilotare una delle sentenze emesse in favore di uno dei clienti dell’avvocato Piero Amara

Consiglio di Stato in subbuglio. Sono in corso, a quanto si apprende, perquisizioni scattate nell’ambito di un’inchiesta aperta per corruzione in atti giudiziari. Su disposizione del gip di Roma Daniela Caramico D’Auria, sono partite le prime misure cautelari, che hanno portato un giudice ai domiciliari.

L’accusa

Secondo l’accusa, l’ex presidente del Consiglio di Giustizia Amministrativa siciliano, Raffaele Maria De Lipsis, avrebbe intascato una tangente per pilotare una delle sentenze emesse in favore di uno dei clienti dell’avvocato Piero Amara. I pm di Roma e Messina stanno indagando ormai da un anno sul presunto giro di sentenze di giustizia amministrativa pilotate. La Guardia di Finanza ha controllato una serie di giudizi emessi da De Lipis e secondo gli inquirenti sarebbero emerse irregolarità.

Come spiega la Repubblica, De Lipis, «Insieme a un altro ex presidente del Cga, Riccardo Virgilio, già finito agli arresti a febbraio dell’anno scorso, sarebbe stato tra i giudici sui quali Amara e il suo socio di studio Calafiore ricorrevano in favore dei loro clienti». Con la svolta odierna, sale a tre il numero dei giudici del Consiglio di Giustizia Amministrativa siciliano agli arresti e l’inchiesta potrebbe avere ulteriori nuovi sviluppi.

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