Un anno di versamenti per una Piattaforma inadeguata

di David Puente
Un anno di versamenti per una Piattaforma inadeguata

Continui disservizi e difficoltà ad accedere al voto. Come sono stati spesi i 300 euro al mese dei parlamentari?

Se i Gilet gialli vorranno usufruire del software dell'Associazione Rousseau dovranno tenere conto di questa votazione. Come affermato dalla senatrice Elena Fattori, da marzo 2018 e per ogni mese, i parlamentari pentastellati sono tenuti a versare 300 euro - di cosiddetti soldi pubblici - all'associazione senza scopo di lucro Rousseau, «per il mantenimento delle piattaforme tecnologiche che supportano l’attività dei gruppi e dei singoli parlamentari». Nel voto, forse quello più importante per i valori del Movimento 5 Stelle, queste piattaforme tecnologiche non si sono rivelate all'altezza recando un disservizio agli iscritti.

Per l'autorizzazione a procedere nei confronti di Matteo Salvini su caso Diciotti, hanno votato in totale 52.417 iscritti, superando i 44.796 che hanno sancito l'alleanza con la Lega per la formazione del Governo del Cambiamento. La maggioranza del 59,05% ha votato per il  «Si» che, tradotto, significa che la base del Movimento 5 Stelle ha deciso per il negare l'autorizzazione a procedere del Ministro dell'Interno.

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Sulla Piattaforma, il Movimento vantava, in un post del 28 gennaio 2019, di aver ottenuto «più di 40.000 i voti espressi dagli iscritti su un totale di 83 proposte» nelle ultime tre votazioni. Molti meno dei votanti sul caso Diciotti-Salvini, ma distribuiti nel tempo. Ci si aspettava un salto di qualità dopo le passate votazioni, ma i disservizi, le difficoltà ad accedere e quell'autenticazione a due fattori mancante per la quale gli iscritti cercavano risposta, dovrebbero essere sottoposte all'attenzione dei parlamentari per capire come sono stati spesi i soldi raccolti da marzo 2018 ad oggi per il mantenimento della piattaforma.

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Il post Facebook della senatrice Elena Fattori che critica la gestione dei soldi per le piattaforme digitali del Movimento di cui fa parte.

«L'associazione Rousseau usufruisce di 90.000 euro di soldi "pubblici", versati dai parlamentari dai loro stipendi, dal mese di Marzo 2018. Quindi ha ottenuto circa un milione di euro per implementare la piattaforma», riporta la senatrice Elena Fattori nel suo post Facebook. Somma che, al momento, ha permesso a 52.417 iscritti di votare. Per fare un paragone, ai Macchianera Internet Awards 2018, hanno votato circa 152.034 persone, per un totale di 2.844.663 voti in 34 categorie. Tutto questo usando Google Forms nell'arco di 2 mesi, un tool gratuito di Google. Non avrà il login e l'autenticazione a due fattori, ma dovrebbe far riflettere contando le somme spese dall'organizzazione rispetto a quelle di un'associazione politica come quella del Movimento 5 Stelle.