Le offese dei no-vax al bimbo immunodepresso: «I suoi genitori pagati per difendere i vaccini»

di Valerio Mammone
Le offese dei no-vax al bimbo immunodepresso: «I suoi genitori pagati per difendere i vaccini»

Fabio, 7 anni, immunodepresso dopo la leucemia, non può andare a scuola perché cinque compagni di classe non sono vaccinati. La sua storia è stata condivisa sulla bacheca Facebook di un gruppo no-vax e ha scatenato una pioggia di insulti e offese

I genitori di Fabio? «Sono attori pagati profumatamente per diffondere bufale» sui vaccini e «non vedono l'ora di liberarsi del figlio». Scegliere è difficile, in quel mare di disumanità che si è aperto sul gruppo Facebook "Libera scelta vaccini". Ma fra tutti sono proprio questi i commenti peggiori alla storia del bambino immunodepresso che non può tornare a scuola – nel quartiere San Giovanni, a Roma - perché su un centinaio di studenti 24 non sono vaccinati. Il bambino si chiama Fabio, ha 7 anni e mezzo, e da 10 mesi lotta contro la leucemia insieme ai suoi genitori.

Le offese dei no-vax al bimbo immunodepresso: «I suoi genitori pagati per difendere i vaccini» foto 1

Per loro, i no vax, non hanno alcuna pietà. Anzi: li accusano «di non guardare in faccia nessuno», di essere vittime «dei poteri forti, che giocano con le paure dei genitori e la salute dei figli», di aver imposto con «violenza» i vaccini ai compagni di classe. «Conosco la situazione perché nella classe di questo bimbo (Fabio, ndr) c'è la figlia di una mia amica e non potete capire la violenza che tante mamme hanno avuto nella chat di classe».

Le offese dei no-vax al bimbo immunodepresso: «I suoi genitori pagati per difendere i vaccini» foto 2

Tutte bugie. Sara, la mamma di Fabio, ha raccontato a Open la sua versione: «Ho chiesto agli altri genitori di inviarmi i certificati vaccinali dei figli e qualcuno mi ha detto che non l'avrebbe fatto per questioni di privacy. Allora ho chiesto di farmi inviare una dichiarazione scritta dai pediatri, ma in molti casi non ho avuto risposta». Indifferenza e cattiveria. Sul "Gruppo nazionale libera scelta sui vaccini" una donna ha accusato velatamente Sara di essere un'attrice: «Ho guardato la madre e mi sembra davvero inquietante. Nessuna espressione sul viso mentre parlava dei problemi del figlio». 

Le offese dei no-vax al bimbo immunodepresso: «I suoi genitori pagati per difendere i vaccini» foto 3

L'avvocato della famiglia, Emiliano De Rossi, ha fotografato tutti i commenti, raccogliendoli in una cartellina che presenterà alle forze dell'ordine. Chi ha scritto falsità e cattiverie sarà querelato: «Vogliamo solo garantire al bimbo il rispetto del suo diritto alla salute e all'istruzione – ha scritto a Open -. I vili e sconsiderati attacchi perpetrati anche via web ai danni dei genitori saranno perseguiti nelle sedi opportune. Non ci fermeremo finché non otterremo giustizia».