Raid al Roxy Bar: Antonio Casamonica condannato a 7 anni. Raggi: «Giustizia è fatta»

di Redazione
Raid al Roxy Bar: Antonio Casamonica condannato a 7 anni. Raggi: «Giustizia è fatta»

Lo scorso anno quattro appartenenti alle famiglie Casamonica e Di Silvio avevano aggredito Simona, invalida civile e rea, a loro giudizio di aver reagito di fronte ai loro soprusi

Sette anni di reclusione per lesioni e violenza privata con aggravate dal metodo mafioso. È la condanna che arriva oggi, lunedì 25 febbraio, nei confronti di Antonio Casamonica: accusato di violenza privata aggravata e di concorso nelle lesioni personali. I giudici del tribunale di Roma hanno condannato Antonio Casamonica per il raid compiuto il primo aprile 2018 al Roxy Bar, nella zona della Romanina della Capitale, poco distante al raccordo, tra la Tuscolana e l'autostrada Roma-Napoli.

«Giustizia è fatta», ha immediatamente commentato su Twitter la sindaca di Roma, Virginia Raggi. «Vergognatevi, siete schifosi, questa Italia fa schifo», hanno urlato in udienza i parenti di Antonio Casamonica ai giudici. Invitati dai carabinieri a lasciare l'aula, alcuni familiari hanno rivolto insulti anche ai giornalisti.

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La vicenda aveva suscitato grande attenzione da parte dei media: il giorno di Pasqua quattro appartenenti alle famiglie Casamonica e Di Silvio avevano aggredito Simona, invalida civile e rea, a loro giudizio di aver reagito di fronte ai loro soprusi insieme al barista del Roxy. Volevano saltare la fila e pretendevano un pacchetto di sigarette: Simona si era intromessa nella discussione ed era stata, per questo, massacrata di botte. Il locale è stato poi distrutto ed è stato picchiato anche il titolare.

I Di Silvio erano stati già giudicati in abbreviato lo scorso ottobre: la giudice per l'udienza preliminare, Maria Paola Tomaselli, aveva condannati a 4 anni e 10 mesi Alfredo, a 4 anni e 8 mesi il fratello Vincenzo e a 3 anni e 2 mesi nonno Enrico. Ad Alfredo e Vincenzo erano contestati gli stessi reati di Antonio Casamonica, mentre Enrico Di Silvio era accusato di minacce.

Il clan dei Casamonica è ben conosciuto nella borgata, per le ville sfarzose e per il controllo del territorio. Antonio Casamonica è stato dichiarato interdetto in perpetuo dai pubblici uffici e in stato di interdizione legale per la durata della pena. I giudici hanno anche disposto nei suoi confronti la libertà vigilata per 3 anni una volta espiata la condanna. L'imputato dovrà risarcire Simona di 60 mila euro, di 40mila il titolare del Roxy Bar e la moglie, di 5mila la Regione Lazio e di altri 20mila euro le restanti parti civili.