Vaccini obbligatori fino ai 14 anni: il pugno di ferro della Regione Lazio dopo il caso del piccolo Fabio

L’assessore alla Salute della Regione Lazio, Alessio D’Amato, ha proposto di estendere il divieto di frequenza scolastica anche ai bambini non vaccinati, iscritti alle scuole dell’obbligo

Dopo il caso del piccolo Fabio, il bambino guarito dalla leucemia a cui non è permesso tornare a scuola a causa della presenza di numerosi compagni non vaccinati, la Regione Lazio ha deciso di scendere in campo e dicontrastare il dilagante fenomeno dell'anti-vaccinismo,proponendo una legge regionale che preveda l'obbligo vaccinale fino ai 14 anni. La proposta di legge, portata avanti dall'assessore alla Sanità della Regione Lazio, Alessio D'Amato, prevede il divieto di frequenza scolastica per i bambini che non risultano in regola conle vaccinazioni obbligatorie previste dalla normativa.

A differenza della legge Lorenzin-il provvedimento che nel 2017 ha istituitonuovamente l'obbligo vaccinale, prevedendo il divieto di frequenza scolastica per i bambini non vaccinati di età inferiore ai 6 anni e una multa per quelli dai 6 ai 16 anni -la legge regionale di D'Amato mira a estendere l'obbligo vaccinale ai bambini dellescuole elementari e medie, prevedendo sanzioni che vanno dal divieto di frequenza scolastica alla non ammissione a scuola dei bambini non vaccinati fino all'espulsione.

Raggiunto da Open, l'assessore D'Amato ha spiegato:«Il provvedimento che ho proposto mira a colmare un vulnus della legge attualmente esistente. Il paradosso è che se Fabio avesse avuto 5 anni il problema non si sarebbe posto perché la legge prevede che fino ai sei anni possa essere applicata la sanzione del divieto di frequenza scolastica. Siccome il bambino ne ha otto, la legge prevede che i bambini che vanno alle scuole elementari e medie possano comunque frequentare la scuola anche senza essere vaccinati e la sanzione consiste solo in una multa».

Secondo D'Amato la proposta di legge è di buon senso perché mira a proteggerei soggetti più deboli e indifesi:«Lo Stato deve dare una risposta a queste famiglie e deve difendere chi è più debole. La proposta non modifica né il numero di vaccini né le modalità di somministrazione, ma mira solo aestendere le sanzioni previste per i bambini non in regola con le vaccinazioni anche a chi ha più di sei anni. Bisogna rispettare le regole: se la legge prevede delle vaccinazioni obbligatorie, queste vanno eseguite. Per esempio, non si entra inpiscina senza la cuffia, è una regola e tutti la devono rispettare, lo stesso principio deve essere applicato alle vaccinazioni: le regole vanno rispettate».

Non è detto che la proposta della Regione Lazio riesca a passare il vaglio della Corte Costituzionale. La legge Lorenzin prevedeva inizialmentelo stesso tipo di obbligo proposto da D'Amato, ma durante la discussione venne attenuato in quanto il divieto di frequenza scolastica per i bambini iscritti alla scuola dell'obbligo – dunque iscritti alle scuole elementari, medie e superiori -avrebbe comportatola compressione del diritto allo studio. Sicercò quindi di mitigare la norma, prevedendo solamente delle sanzioni pecuniarie per i genitori inadempienti.

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