Ilaria Cucchi: «Tedesco? Ho capito che ci vuole coraggio per venire a testimoniare»

di OPEN

Il carabiniere ha raccontato il pestaggio subìto da Cucchi. Alla prossima udienza attese le dichiarazioni spontanee degli altri due carabinieri accusati di omicidio preterintenzionale, Alessio Di Bernardo e Raffaele D’Alessandro

Processo Cucchi bis: dopo l'udienza fiume di oggi, 8 aprile, l'appuntamento è per il prossimo 16 aprile, sempre alle ore 10 alla cittadella giudiziaria di piazzale Clodio a Roma. Tornerà a deporre il carabiniere Francesco Tedesco, accusato di omicidio preterintenzionale nel processo bis per la morte di Stefano Cucchi insieme ai suoi colleghi Alessio Di Bernardo e Raffaele D'Alessandro. Tedesco è anche, allo stesso tempo, un super-teste: l'8 aprile ha descritto in aula il violento pestaggio che avrebbe portato alla morte del geometra romano e che, nel racconto di Tedesco, sarebbe avvenuto a opera di Di Bernardo e D'Alessandro al momento del famoso foto-segnalamento mancato.

Alla prossima udienza parteciperanno anche – come annunciato al presidente della corte da parte dei loro legali – i due carabinieri Alessio Di Bernardo e Raffaele D'Alessandro, che «rilasceranno solo dichiarazioni spontanee» al termine della fine del controesame del loro collega Tedesco. «Li vedrò mettersi seduti e leggere quello che sarà stato dettato dai loro avvocati», chiosa Ilaria Cucchi al termine dell'udienza nel tardo pomeriggio di oggi. «Pazienza, va bene così», dice la sorella di Stefano. In aula c'erano anche i genitori del ragazzo morto nel 2009, Giovanni Cucchi e Rita Calore.

«Dopo tanto tempo, dieci anni e tentativi di depistaggi quasi riusciti, oggi finalmente la verità entra in quest'aula di giustizia. Verità su quei maledetti momenti», dice Ilaria Cucchi. «Oggi cercavo di incrociare lo sguardo dei miei genitori seduti in fondo all'aula: stavano sentendo di persona il racconto della storia dell'uccisione di loro figlio». Ilaria ha commentato anche la lunga lettera che Giovanni Nistri, generale dell'Arma dei Carabinieri, ha voluto fosse consegnata direttamente nelle mani della sorella di Stefano da Roberto Riccardi, il portavoce del Comandante generale, lo scorso 11 marzo e resa pubblica oggi, lunedì 8 aprile. «Oggi sappiamo di non essere più soli. L'Arma si è schierata dalla parte della verità», dice Ilaria. «E non per la famiglia Cucchi, ma per il Paese».