Barcone in difficoltà nel Mediterraneo: Salvini: «I famosi 20 migranti salvati dalla Libia»

di OPEN

Secondo Alarm Phone i migranti sono rimasti a lungo in mare, in attesa di un intervento delle autorità coinvolte. Molti di loro avrebbero chiesto di non essere riportati in Libia per il timore di essere uccisi

I 20 migranti che si trovavano in difficoltà nel Mediterraneo centrale, a bordo di un’imbarcazione priva di motore al largo della Libia, sono stati salvati dalla Guardia Costiera di Tripoli. Lo ha annunciato il ministro dell’Interno Salvini con un post su Facebook vagamente ironico in cui scrive che «I famosi 20 che “stavano affondando” sono stati prontamente salvati». Otto persone a bordo sarebbero cadute in mare e risulterebbero disperse.

🔴 AGGIORNAMENTOI famosi 20 che “stavano affondando” sono stati prontamente salvati dalla Guardia Costiera Libica e riportati a terra. Molto bene!

Posted by Matteo Salvini on Wednesday, April 10, 2019

L’allarme era stato lanciato da Alarm Phone, progetto che offre aiuto e un numero di telefono per le emergenze e le segnalazioni di chi prova ad attraversare il Mediterraneo centrale per raggiungere l’Europa. Secondo gli attivisti, i migranti sono rimasti a lungo in mare, senza alcun aiuto, nonostante fossero stati allertati diversi Paesi: Tunisia, Italia, Malta e Libia.  

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«Le 20 persone saranno riportate in una zona di guerra da una milizia finanziata dall’Ue – commenta Alarm Phone – È una vergogna che questo respingimento illegale e disumano avvenga nell’indifferenza generale». Fino a pochi giorni fa, il Governo considerava ancora la Libia un porto sicuro.

Il conflitto scoppiato tra il Governo di accordo nazionale di Fayez al-Sarraj e le milizie del Generale Khalifa Haftar non sembra aver fatto cambiare idea ai due partiti di maggioranza, sebbene la Commissione Europea abbia ripetuto più volte, anche recentemente, che il Paese non offre condizioni di sicurezza tali da giustificare lo sbarco dei migranti.

Il barchino carico di migranti era stato individuato alle 7.50 del mattino del 10 aprile da Moonbird, aereo da ricognizione della ong Sea Watch. Un aereo militare, appartenente secondo SeaWatch all’operazione Sofia, avrebbe lanciato una zattera gonfiabile di salvataggio per mettere i naufraghi in sicurezza e avrebbe poi chiesto a Sea Watch di contattare la Guardia Costiera tunisina per salvare le persone a bordo (la missione europea Sofia non ha più navi in mare). Molte di loro avrebbero chiesto ad Alarm Phone di non essere riportate in Libia per il timore di essere uccise.