Bangladesh, la storia di Nusrat. Uccisa dai compagni dopo aver denunciato le molestie del preside

In una piccola cittadina del Paese un caso che parla degli enormi problemi legati all’oppressione della donna. Nusrat Jahan Rafi aveva 19 anni

Essere uccisi a 19 anni dai propri compagni di scuola per aver denunciato gli abusi subiti da un insegnante. È la fine che è spettata a Nusrat Jahan Rafi, una ragazza di una piccola città a circa 160 chilometri a sud di Dhaka, in Bangladesh, rimasta uccisa il 10 aprile. Un gesto con cui una parte della comunità ha voluto punire la ragazza per aver osato sfidare le gerarchie di genere che esistono nel Paese, per aver messo in dubbio l'autorità e la rispettabilità di un uomo adulto.


Nusrat ha subito tre tradimenti. Il primo è avvenuto da parte del preside della scuola. Ha chiamato la ragazza nel suo studio e poi ha iniziato a palparle il corpo. La ragazza era scappata dalla scuola, per andare direttamente all'ufficio di polizia. È quì che è avvenuto il secondo tradimento, da parte dell'ufficiale di polizia che ha filmato la vittima mentre lei gli raccontava l'accaduto, per poi girare le riprese ai media locali.

Quando il preside è stato arrestato, degli studenti della scuola hanno organizzato una manifestazione a cui hanno partecipato anche dei politici locali. Già qui la famiglia della ragazza aveva cominciato a temere per la sua incolumità. Nonostante questo, a distanza di circa due settimane dall'accaduto, il 10 aprile Nusrat Jahan Rafi si è presentata a scuola per sostenere una prova di esame. Ad accompagnarla è stato il fratello, fermato però all'ingresso della scuola. 

È a questo punto che si compie il terzo tradimento. Alcuni studenti l'hanno portata fin sopra in cima alla scuola, sul tetto, dove prima l'hanno minacciata e hanno cercato di costringerla a ritirare l'accusa nei confronti del Preside. Lei continuava a rifiutarsi e loro, a quel punto, l'hanno immobilizzata, hanno cosparso il suo corpo di kerosene e le hanno dato fuoco. Lei morirà per lesioni, ma dall'ambulanza riesce a raccontare l'accaduto. Una nevrosi collettiva, legata alle ansie, timori e repressioni di cui si fomenta l'oppressione della donna. 

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