Le citazioni «contraddittorie» di Mattarella su fascismo e Unione europea

Circolano online due citazioni, una relativa al periodo fascista e una sull’Unione europea, che messe insieme sembrano contraddirsi l’una con l’altra. Ecco i video e le trascrizioni degli interventi originali

Circolano online due citazioni attribuite al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, prive di fonti e del contesto in cui sarebbero state pronunciate. La prima, «Nel periodo fascista non era permesso avere pensiero autonomo», fa riferimento alle parole pronunciate il 25 aprile 2019 a Vittorio Veneto in occasione del 74° anniversario della Liberazione. La seconda, «Nessun movimento può mettere in discussione l’Unione europea», fa riferimento al discorso tenuto a Riga il 14 settembre 2018 durante il vertice dei capi di Stato del gruppo Arraiolos. Entrambe non risultano la trascrizione fedele delle parole del Presidente.

Le citazioni «contraddittorie» di Mattarella su fascismo e Unione europea foto 1

Sempre in merito alla seconda, all'epoca era stata riportata da agenzie o stampa una citazione rielaborata nel tentativo di fare sintesi, come ad esempio «Mattarella: nessun movimento può mettere in discussione futuro Ue», fornendo una chiave di lettura di un discorso che risulta interpretabile a seconda delle proprie convinzioni ideologiche e politiche. In questo articolo riporteremo il video e la trascrizione – più fedele possibile – alle parole pronunciate dal Presidente della Repubblica.

Sul Fascismo

Di seguito potete consultare la trascrizione dell'intervento relativo alla prima citazione «Nel periodo fascista non era permesso avere pensiero autonomo», seguito dal video originale:

L'Italia che pone i suoi fondamenti nella dignità umana, nel rispetto dei diritti politici e sociali, nell'eguaglianza tra le persone, nella collaborazione tra i popoli, nel ripudio del razzismo e delle discriminazioni. Non era così nel ventennio fascista. No libertà di opinione, di espressione, di pensiero. Abolite le elezioni, banditi i giornali e i partiti di opposizione. Gli oppositori bastonati, incarcerati, costretti all'esilio o addirittura uccisi. Non era permesso avere un pensiero autonomo, si doveva soltanto credere. Credere in modo acritico e assoluto alle parole d'ordine del regime, alle sue menzogne, alla sua pervasiva propaganda. Bisognava poi obbedire, anche agli ordini più insensati e crudeli, ordini che impartivano di odiare gli ebrei, i dissidenti, i paesi stranieri. L'ossessione del nemico, sempre e dovunque, e la stolta convinzione che tutto si potesse risolvere con la forza della violenza. E soprattutto, si doveva combattere non per difendersi, ma per aggredire. Combattere e uccidere per conquistare e per soggiogare. Intere generazioni di giovani italiani vennero mandate a morire, male armati e male equipaggiati in Grecia, in Albania, in Russia, in Africa, per soddisfare un delirio di dominio e di potenza, nell'alleanza con uno dei regimi più feroci che la storia ha conosciuto: quella nazista. Non erano questi gli ideali per i quali erano morti i nostri giovani nel Risorgimento e nella Prima Guerra Mondiale.

Video Vista/Alexander Jakhnagiev

Sull'Unione europea

Di seguito potete consultare la trascrizione dell'intervento relativo alla prima citazione «Nessun movimento può mettere in discussione l’Unione europea», seguito dal video originale:

Forse è il caso di riflettere quale è stato e quale è il senso di questa crescente, di questo processo che si è verificato di integrazione europea, che cos'è che ha spinto nel 50-51 sei paesi a mettere insieme carbone e acciaio, cioè le basi dello sforzo bellico dei decenni precedenti, che cos'è che qualche anno poi ha spinto questi paesi a mettere insieme il mercato e l'energia atomica e a dar vita alla Comunità europea. Dopo 15 anni, come ha ricordato il Presidente Niinistö poi, un ampio allargamento che è proseguito con ulteriori tappe, per poi arrivare alla caduta del regime sovietico alla riunificazione dell'Europa dentro l'unione. Che cos'è, quale è stato lo scopo, lo spirito? Solo quello di abbandonare il passato mettendo insieme, mettendo in comune il futuro degli europei. Ora, questo è messo oggi in discussione e in crisi. Ora, noi dobbiamo far comprendere in maniera palese ed evidente alle nostre pubbliche opinioni, ai nostri concittadini, che anche le realtà attuali, il mercato unico, lo spazio Schengen, l'unione monetaria, rispondono a questo stesso spirito, allo stesso obiettivo, mettere in comune il futuro degli europei. Ed è una ragione storicamente, per il futuro così vasta se si raffronta con il passato, che non c'è movimento che possa mettere in discussione questo valore storico. Però va fatto comprendere con maggiore efficacia e con maggiore capacità. A questo si è aggiunto questo sforzo di mettere in comune il futuro degli europei la considerazione che senza questa prospettiva l'Europa non conterà nulla nel Mondo. Ieri è stato ricordato il ruolo di Stati Uniti, Russia, Cina. Quale paese dei nostri, anche il più solido e il più prospero, può essere un interlocutore che può contrastare, o può comunque discutere amichevolmente o non amichevolmente, con i colossi della comunità internazionale?

Video Vista/Alexander Jakhnagiev

Conclusioni

Le due citazioni, che risultano una rielaborazione sintetica tipica dei titoli di giornale, messe a confronto sembra che si contraddicano l'una con l'altra. Per qualcuno la seconda citazione risulta una sorta di imposizione ideologica, addirittura un intervento «fascista». Pur essendo un discorso europeista, che potrebbe risultare «inascoltabile» o «intollerabile» da parte dei cosiddetti «anti-europeisti», il Presidente della Repubblica non pone alcuna imposizione ideologica e non minaccia di censura alcun pensiero, ma invita alla comprensione in merito ai principi, le ragioni e i valori storici che hanno portato alla creazione dell'Unione europea.

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