«Da me si frequenta in abbigliamento sportivo occidentale». L’intervista al proprietario della palestra di Mirandola

di Felice Florio
«Da me si frequenta in abbigliamento sportivo occidentale». L'intervista al proprietario della palestra di Mirandola

«Quindi ho sbagliato a non accettarla? Io le ho detto “vieni, senza problemi, ma ti vesti come i tuoi amici”. Tra l’altro, da domenica 5 maggio, sospenderò l’abbonamento a tutti i musulmani che iniziano il Ramadan. Perché non mangiando, non si hanno le forze per venire in palestra»

«È stata una conversazione di 60 secondi». Non si capacita del clamore il signor Rocco, proprietario della palestra di Mirandola al centro delle polemiche per aver rifiutato l'iscrizione di una ragazza con il velo musulmano.

Khadija, questo il suo nome, a Open ha detto: «Non ha cacciato qualcuno arrivato in Italia ieri. Ha cacciato una ragazza che ha studiato qua, che si è laureata in giurisprudenza e sa benissimo cosa dice la Costituzione: che siamo tutti uguali». Abbiamo chiesto a Rocco di spiegarci i motivi del suo gesto.

È la prima volta che le capita di rifiutare l'iscrizione di qualcuno?

«Guardi, io prendo in palestra tutti: ma abbiamo qualche regola che bisogna rispettare. Regola, non so se è difficile questa parola. Non mi sembra di essermi comportato male. È la mia opinione: a me non disturba se uno viene in palestra con il velo. Ma devo pensare anche agli altri clienti e ho la presunzione di supporre cosa dà fastidio e cosa non dà fastidio. La stessa cosa vale per il turbante sikh, e mi è successo di chiedere di rimuoverlo prima di accettare un'iscrizione».

Sì ma il velo, tranne per qualche esercizio in particolare, non è un ostacolo per l'attività fisica e non costituisce un elemento di pericolo.

«Ribadisco, ci sono delle regole: non si usano le scarpe che si usano per strada ad esempio. Voglio che i miei clienti si vestano in abbigliamento ginnico-sportivo, non in costume da bagno. Mi chiedi di controindicazioni per il velo? Ti rispondo ripetendo esattamente ciò che le ho detto: "tu vieni in palestra con l'abbigliamento sportivo occidentale". Non si viene né in costume da bagno, né vestiti da Capitan America se è il tuo idolo. Il ragazzino con il testosterone a mille che vorrebbe allenarsi a torso nudo, non lo fa perché bisogna avere rispetto per tutte le persone presenti».

Qui però la questione è religiosa, non di semplice vezzo.

«Quindi ho sbagliato a non accettarla? Io le ho detto vieni, senza problemi, ma ti vesti come i tuoi amici. Tra l'altro, da domenica 5 maggio, sospenderò l'abbonamento a tutti i musulmani che iniziano il Ramadan. Perché non mangiando, non si hanno le forze per venire in palestra».

E non le sembra di aver utilizzato degli esempi caricaturali?

«Sembra che l'esempio di Batman sia stato fatto in tono denigratorio, ma non è così. Ho fatto anche tanti altri esempi per far capire che nella palestra, per quello che mi dice la mia testa, si viene vestiti all'occidentale. Poi posso pure sbagliarmi, ma questo è quello che penso a oggi. Ripeto, ho fatto un paio di esempi che non volevano essere denigratori nei suoi confronti. Quello di Batman è stato uno dei tanti esempi, ma non era rivolto specificamente alla sua persona».

Per concludere, come bisogna entrare nella sua palestra per non essere cacciati?

«Con l'abbigliamento tradizionale sportivo occidentale».