La presidente dell’Anpi: «No al Salone del Libro. Il fascismo non è un’idea, è un crimine»

Nel weekend è scoppiato il caso: prima il post su Facebook del direttore del Salone, Nicola Lagioia. Poi il post e le successive dimissioni di Christian Raimo, consulente dell’evento, e il messaggio del Comitato editoriale 

Il Salone Internazionale del Libro di Torino non è ancora iniziato e già è stato travolto da un'ondata di polemiche che sembra non vedere una fine. Il motivo è la presenza della casa editrice legata a CasaPound, Altaforte, presente alla manifestazione letteraria per la presentazione del libro-intervista sul ministro dell'Interno,Io sono Matteo Salvini. Intervista allo specchio.

Nel weekend è scoppiato il caso: prima il post su Facebook del direttore del Salone, Nicola Lagioia. Poi il post e le successive dimissioni di Christian Raimo, consulente dell'evento, e il messaggio del Comitato editoriale.

Nel turbine delle polemiche, si sono fatti largo case editrici e scrittori, ma anche associazioni nazionali che o a mezzo stampa o tramite social stanno disdicendo la loro presenza. E la lista sembra allungarsi sempre di più. Tra gli assenti al Salone del Libro, ci sarà -o meglio, non ci sarà- l'Anpi, e la sua presidente Carla Nespolo. L'abbiamo raggiunta al telefono per farci spiegare il motivo del rifuto.

Èstata una decisione ben ponderata o di pancia?

La verità è che sono tornata solo ieri dall'estero, e ho appreso tutto appena atterrata in Italia. Sinceramente mi dispiace non esserci perché il libro che avremmo presentato è molto bello, ma non avrei potuto permettere una cosa simile.

La presidente dell'Anpi: «No al Salone del Libro. Il fascismo non è un'idea, è un crimine» foto 1

Facebook | Carla Nespolo, presidente Anpi

Perché?

Perché l'Italia è antifascista. Viviamo in un Paese la cui Costituzione si basa sull'antifascismo. Con quei signori lì ci siamo confrontati più di settant'anni fa, non abbiamo più nulla da spartire. Non esiste che qualcuno ancora voglia riaprire un capitolo che abbiamo chiuso decenni fa, con la Liberazione. Non ammetto margine di discussione su un argomento del genere. Figuriamoci se noi dell'Anpi possiamo dividere uno spazio ad una fiera internazionale.

E se le dicessi che così dicendo non accetta quindi il pluralismo di idee?

Proprio perché voglio il pluralismo delle idee non ammetto presenze di quel tipo. Il fascismo non è un'idea, è un crimine. Era il fascismo a non ammettere il pluralismo di idee, la libertà di espressione.E badibene: il mio gesto è per lo più rivolto agli organizzatori.

Si spieghi meglio…

Ho voluto lanciare un messaggio, fare un gesto simbolico, verso la situazione di disagio che gli organizzatore del Salone hanno creato. Forse non si rendono conto che stanno ospitando gente che appoggia idee di chi in passato ha messo in ginocchio questo Paese. Io invece rappresento chi ci ha liberato dalla dittatura, dalla fame e dall'oppressione.

Cosa ne pensa invece di chi, forte delle proprie posizioni antifasciste, ha comunque deciso di presenziare alla manifestazione, come ad esempio Michela Murgia che ha detto che ci sarà proprio perché ci sono i neofascisti?

Opinione rispettabilissima, ma io ho scelto un'altra posizione.

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