Casal Bruciato, Daniele si difende: «Non ho urlato ti stupro e non faccio parte di Casapound»

Daniele, uno dei manifestanti contro l’assegnazione dell’alloggio popolare a Casal Bruciato, sostiene di non far parte di CasaPound e di non aver urlato «ti stupro» alla donna rom

Si chiama Daniele e si presenta in un video per rispondere alle accuse a lui rivolte in seguito alle dure proteste a Casal Bruciato, a Roma, contro l'assegnazione di un alloggio popolare a una famiglia rom. Si riprende da solo per raccontare le sue verità, sostenendo di non far parte di Casapounde di non aver mai detto alla donna rom«ti stupro».

Mi presento, sono Daniuele. Inizio questo video col dire che quello che è successo ieri, quello che mi hanno attribuito ieri di aver detto alla signora rom, cioè io gli avrei detto come tutti i giornali dicono, e come tuttele riviste dicono, "ti stupro". Io non l'ho mai detta "ti stupro". Io, anzi, le ho detto tante altre brutte parole che io mi scuso con questa signora per averle dette queste brutte parole, però il momento era quello che era. Nel senso, era un momento concitato, un momento dove non si ragionava tanto bene. Pure un altro appunto molto importante: io non faccio parte di Casapound, io non appartengo a nessun movimento di Casapound, non sono iscritto con Casapound, io stavo la da semplice cittadino. Sono una persona che si accosta a determinate cose, stavo la semplicemente così. Ho preso modo a determinate iniziative con loro, però oltre a questo niente. Io non sono un militante di Casapound, questo volevo dire.

A seguito della pubblicazione del video abbiamo fatto le opportune verifiche che trovate in questo articolo:

Casal Bruciato, l'autore delle minacce brutali contro la rom dice di non essere di CasaPound. Abbiamo verificato

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