Casal Bruciato, l’autore delle minacce brutali contro la rom dice di non essere di CasaPound. Abbiamo verificato

L’attivista ha pubblicato un video in cui sostiene di non aver utilizzato alcune espressioni riportate dalla stampa e di non fare parte del partito di estrema destra. Video e foto sembrano dire il contrario 

Lui si chiama Daniele e dice di non essere di CasaPound. In un video si difende dalle accuse di essere stato colui che ha urlato «troia» alla donna rom mentre veniva scortata e difesa dalla Polizia da una folla inferocita e sostenuta da CasaPound a Casal Bruciato, Roma.

Attraverso i video e le foto scattate sul posto, prima e dopo le scene di violenza dove sono intervenute le forze dell’ordine, Daniele era presente assieme agli attivisti di CasaPound.

Vestiva CasaPound

Daniele risulta presente nei video pubblicati su Facebook da Casapound Italia Roma e nella pagina del responsabile del Lazio, Mauro Antonini. In quest’ultimo indossa una giacca con il logo di CasaPound:

Casal Bruciato, l'autore delle minacce brutali contro la rom dice di non essere di CasaPound. Abbiamo verificato foto 2
Screen segnalato da @Alberto3781 su Twitter

Nel primo video, pubblicato nella pagina ufficiale del partito romano, indossa una maglietta rossa con la scritta «Il miglior decennio della nostra vita».

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La maglietta venne realizzata e venduta nel 2017 dal Circolo Futurista, legato a CasaPound, per i 10 anni di attività.

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Come riporta la pagina «chi siamo» del sito del circolo, questo aderisce a pieno alle politiche del partito di estrema destra

Il Circolo Futurista aderisce in maniera organica all’Associazione CasaPound Italia, poiché ritiene sia l’unico movimento che possa rappresentarlo dando vita a battaglie sociale ed avanguardiste.

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Casapound nega che sia stato un loro attivista

Attraverso un post Facebook il partito di estrema destra CasaPound prende le distanze dalle parole pronunciate durante la protesta violenta, sostenendo che siano state dette da «qualche residente»:

Le frasi pronunciate a quanto pare da qualche residente sono sbagliate e da condannare, ma figlie dell’esasperazione. Noi mettiamo in discussione le modalità d’azione di un’amministrazione che penalizza sempre e solo i cittadini delle periferie. Se i residenti di #CasalBruciato, e delle altre borgate di Roma, avessero servizi e trasporti queste tensioni non si verificherebbero. (Mauro Antonini responsabile del Lazio).

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Nella foto pubblicata da CasaPound è presente Mauro Antonini, responsabile del Lazio per il partito. Nella seguente foto lo troviamo sempre con megafono in mano, accanto a lui Daniele con la giacca del partito.

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I video dove si sente urlare «troia» e «te stupro»

Daniele nega di aver urlato «ti stupro» alla donna rom. Dal video pubblicato da Agenzia Dire e da Fanpage, notiamo la stessa voce e la stessa persona urlare contro la donna dandole della «troia» e dicendo «te stupro».

Ecco la trascrizione del video di Daniele:

Mi presento, sono Daniele. Inizio questo video col dire che quello che è successo ieri, quello che mi hanno attribuito ieri di aver detto alla signora rom, cioè io gli avrei detto come tutti i giornali dicono, e come tutte le riviste dicono, “ti stupro”. Io non l’ho mai detta “ti stupro”. Io, anzi, le ho detto tante altre brutte parole che io mi scuso con questa signora per averle dette queste brutte parole, però il momento era quello che era.

Nel senso, era un momento concitato, un momento dove non si ragionava tanto bene. Pure un altro appunto molto importante: io non faccio parte di CasaPound, io non appartengo a nessun movimento di CasaPound, non sono iscritto con CasaPound, io stavo la da semplice cittadino. Sono una persona che si accosta a determinate cose, stavo la semplicemente così. Ho preso modo a determinate iniziative con loro, però oltre a questo niente. Io non sono un militante di CasaPound, questo volevo dire.