Folla inferocita contro i rom a Casal Bruciato. La polizia scorta madre e bimbo – Il video

di OPEN

Dopo l’arrivo di CasaPound nella periferia romana, gli abitanti sono scesi in strada per protestare contro l’assegnazione di un alloggio popolare a una famiglia di 14 persone

«Ti stupro». «Troia!». «Fate schifo!». Le urla rivolte dalla folla a una donna e a una bambina. Sono due rom, componenti della famiglia di 14 persone a cui è stato assegnato un alloggio popolare a Casal Bruciato, periferia di Roma. La famiglia è sotto assedio, ma non vuole lasciare l'alloggio. Ha paura. Per rientrare a casa, la mamma e suo figlio hanno avuto bisogno della scorta delle forze dell'ordine, in tenuta antisommossa. Sono passate tra due cordoni di una folla inferocita che ha urlato al loro passaggio, come mostra il video di copertina, pubblicato dall'agenzia Dire.

Le proteste sono cominciate il 6 maggio, quando CasaPound si è radunata sotto il palazzo, attirando gli abitanti della zona. Ma oggi sono degenerate con una violenza inaudita. Il movimento di estrema destra era già sceso in strada all'inizio di aprile per protestare contro l'assegnazione di un alloggio popolare a una famiglia rom, che è stata costretta a rinunciare all'alloggio.

Ma stavolta è diverso: la nuova famiglia di 14 persone – padre, madre e 12 figli - prova a resistere: i primogeniti sono nati in Italia e maggiorenni, possiedono tra l'altro il passaporto italiano e sono cittadini a tutti gli effetti. 

A sostegno della famiglia sono arrivati i manifestanti  di movimenti e dell'Asia Usb, l'Associazione Inquilini e Abitanti, radunati davanti al palazzo di via Satta per contrastare l'intervento di Casapound.

«Stupratori» e «Giù le mani dalle case popolari», gridano.  Dall'altro lato della cancellata, chiusa e presidiata dalle forze in tenuta antisommossa, i militanti di estrema destra, radunati in un sit-in insieme ai residenti, hanno replicato con cori «buffoni» e con frasi dall'inno nazionale. «Siete nemici del popolo, vergogna», urlano i componenti di Casapound. «Violentatori, ridicoli» rispondono gli altri. 

Era intervenuta con un post su Facebook anche la sindaca Virginia Raggi, che aveva commentato: «CasaPound specula e intanto occupa un palazzo. Deve rispettare le leggi dello Stato italiano, ma nessuno può pensare di sostituirsi alle Istituzioni.

Questi delinquenti chiedono che l'appartamento venga tolto alla famiglia rom. Chiedono che queste persone tornino nei campi nomadi. Gli stessi campi rom che l'estrema destra dice di voler chiudere e che ha aperto anni fa. Cosa propongono? Nulla. Perché non hanno idee».