Firenze, il Tar boccia le zone rosse. Non basta una denuncia per vietare la libera circolazione

Il prefetto aveva creato alcune aree off limits per chiunque avesse una denuncia per spaccio, danneggiamento e altri reati. Per i giudici amministrativi, il provvedimento non è regolare

Si può allontanare una persona da alcune zone della città solo perché in passato ha ricevuto una denuncia? Per il ministro dell’Interno Matteo Salvini, il suo predecessore Minniti e i prefetti che hanno dato seguito alle loro direttive, la risposta è sì, ma il Tribunale amministrativo regionale della Toscana la pensa in modo diverso.


Le motivazioni del Tar

I giudici amministrativi ritengono «irragionevole l’automaticità tra la denuncia per determinati reati e l’essere responsabile di “comportamenti incompatibili con la vocazione e la destinazione di determinate aree”». Tradotto: non è detto che una persona denunciata debba necessariamente assumere comportamenti ritenuti inappropriati per alcune zone della città.

Il Tar ha sollevato anche un’ eccezione di costituzionalità: «Lo strumento (di prevenzione) del divieto di stazionare in determinate aree urbane non può essere usato in via ordinaria poiché dovrebbe esser previsto da specifica norma di legge come stabilisce l’articolo 16 della Costituzione».

Il caso di Firenze e le altre città che hanno istitutito il daspo urbano

Con queste motivazioni, quindi, i giudici hanno annullato l’ordinanza con cui il 9 aprile scorso la prefettura di Firenze aveva creato 17 zone rosse – luoghi turistici, ospedali, mercati, ecc – e proibite a chiunque avesse alle spalle una denuncia per spaccio, reati contro la persona (come lesioni o rissa), danneggiamento e commercio abusivo.

Per non intaccare le libertà garantite dalla Costituzione, spiegano, è necessario che il soggetto, oltre a essere stato denunciato, sia anche considerato pericoloso sulla base di precedenti di polizia o altri elementi incontrovertibili. Il provvedimento del Tar nasce dal ricorso di un cittadino che era stato denunciato per aver violato l’ordinanza del prefetto.

Firenze non è l’unica città ad aver adottato questo provvedimento. Il daspo urbano è attivo, ma dal 2017, anche a Bologna. Recentemente il sindaco Merola ha rinnovato il provvedimento senza apportare modifiche. In passato, le zone rosse sono state istituite anche in altre città come Milano, Roma, Verona e Napoli, ma gli allontanamenti sono avvenuti soltanto in casi sporadici.

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