Radio Radicale, dietrofront dei Cinque Stelle: «Si può salvare a una condizione»

Il M5s e la Lega hanno depositato una mozione che impegna il Governo a rinnovare la concessione solo dopo una gara e a salvare l’archivio della storica emittente

Lega e Movimento 5 stelle aprono al salvataggio di Radio Radicale. Dopo mesi di scontri sul futuro della storica emittente, i due partiti hanno depositato una mozione (l’esame in Senato è previsto oggi, 6 giugno) che impegna il Governo su due fronti: «La prima è volta a non rinnovare la concessione senza una vera gara; e la seconda a mettere in sicurezza e digitalizzare gli archivi di Radio Radicale, che rappresentano una risorsa preziosa».

Finora il M5s, e in particolare il senatore Vito Crimi, avevano chiuso ogni spiraglio, accusando l’emittente di essere stata privilegiata grazie a una concessione da diversi milioni di euro, rinnovata senza soluzione di continuità dal 1994. Oggi, il cambio di passo. Il testo dovrebbe prevedere anche un contributo ponte di 4 milioni di euro in attesa che la situazione si risolva.

«Nessuno vuole chiudere la radio – spiega il M5s in un lungo post su Facebook – vogliamo affermare che una radio privata, tra i cui soci c’è una holding finanziaria, la Lillo SpA, che vale 2 miliardi di euro non può stare in piedi solo grazie ai soldi delle vostre tasse, soldi pubblici», aggiunge il Movimento.

Su Radio Radicale, diciamo finalmente le cose come stanno. Cori di giornali si levano accusandoci di volere "zittire", "…

Posted by MoVimento 5 Stelle on Wednesday, June 5, 2019

«Cori di giornali – continua il Movimento – si levano accusandoci di volere zittire, silenziare, limitare la libertà di espressione della radio. Bene, qui nessuno mette in dubbio che Radio Radicale abbia svolto un servizio importante finora. E sarebbe bello che qualcuno smettesse di accusare per partito preso (è proprio il caso di dirlo) e iniziasse a diffondere i dati veri».

«Radio Radicale è una radio privata, di partito (più del 62% delle quote è dell’Associazione politica Lista Marco Pannella), che lo Stato italiano ha finanziato fino ad oggi, per quasi 30 anni, con 250 milioni di euro (di soldi vostri)»

«Nessuno qui vuole chiudere Radio Radicale. Radio Radicale non deve avere più diritti di altre radio private! Ci chiediamo perché il ministero dello Sviluppo Economico, guidato da Luigi Di Maio, dovrebbe continuare a dare a una radio privata circa 10 milioni di Euro ogni anno per un servizio che può costare molto meno! La vera domanda è perché nessun partito finora ha avuto il coraggio di dirlo e di cambiare».

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