L’intesa Malta-Italia alle prese con gli sbarchi, l’appello all’Europa: «Non si proceda caso per caso: serve meccanismo Ue»

In un comunicato congiunto i due ministri degli Esteri hanno bacchettato l’Ue, dopo i giorni tesi tra tentati blocchi e sbarchi

«È indispensabile assicurare un effettivo governo dei flussi migratori verso l’Europa, non è più ammissibile continuare a procedere caso per caso». A metterlo nero su bianco sono i ministri degli Esteri di Malta e Italia, Carmelo Abela ed Enzo Moavero, che in una nota congiunta hanno bacchettato l’Unione europea e in particolare la Commissione Ue, alle prese con una riforma del Trattato di Dublino ancora lontana dall’essere concordata dai Paesi Ue.

Nel giorno in cui la Alan Kurdi ha potuto sbarcare a Malta, mentre ieri lo aveva fatto la Alex della ong Mediterranea a Lampedusa, Moavero e Abela ribadiscono: «Occorre uno strutturato meccanismo permanente a livello Ue – scrivono i due ministri – che affronti l’insieme delle sensibili questioni che riguardano le migrazioni e non si limiti unicamente alle sole procedure per il diritto di asilo».

Il punto, secondo i ministri, è che non «basta riformare il regolamento di Dublino, bisogna andare oltre e occuparsi di tutte le persone migranti. Affinché possa essere avviata una discussione organica, in grado di condurre i governi degli Stati UE a convergere verso una politica comune per le migrazioni». Per questo i due ministri chiedono che sia iscritto nell’ordine del giorno del prossimo Consiglio Affari Esteri UE di luglio uno specifico ed esplicito punto.

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