Carabiniere ucciso, Bizzarri sull’assassino: «Il carcere non sia una topaia». Sommerso dagli insulti

Aver citato dei principi costituzionali in merito alla vicenda del vicebrigadiere ucciso a Roma ha attirato una marea di insulti, anche sul fronte personale

Il comico Luca Bizzarri ha commentato il tragico omicidio del vicebrigadiere Mario Cerciello Rega. La morte, avvenuta nella notte tra il 25 e il 26 luglio nel quartiere Prati di Roma, ha scatenato una serie di commenti su ogni mezzo di comunicazione.

«Bestie straniere», «In pasto ai pesci», il leitmotiv delle esternazioni è stato un razzismo di base, che nulla aveva a che vedere con la vicenda. Si scoprirà qualche ora più tardi che gli indagati sono due cittadini americani, e non nordafricani come si credeva all’inizio.

E da questa marea di insulti è stato sommerso anche chi, come Luca Bizzarri, ha provato a esprimere dei concetti semplici, in linea con la Costituzione. Il comico e attore non ha fatto altro che richiamare alcuni sani principi che dovrebbero essere alla base di un ordinamento democratico in salute: giustizia in tempi ragionevoli, la garanzia della difesa durante il procedimento penale, un eventuale detenzione in carcere che rispetti gli standard internazionali. Il tutto dopo essersi unito al cordoglio dei cari Cerciello Rega.

Il testo del post

«Sono figlio di un Carabiniere, un abbraccio immenso a chi soffre. Spero che l’assassino di stanotte sia arrestato, che sia processato in tempi brevi, che gli sia assicurata una difesa, che venga giudicato secondo la legge, che sconti la sua pena in un carcere e non in una topaia», ha scritto Luca Bizzarri su Twitter.

Gli insulti

Lo sfogo degli utenti di Twitter lascia esterrefatti: «Un carabiniere ucciso da un baobab», «Abbraccia ne**i», «Topaia? Deve morire». «Non merita difesa, giudicato dal popolo e rinchiuso a vita in una topaia del suo Paese», o ancora: «Per me se prendono quel bastardo criminale, una trave e una corda al collo sarebbero abbastanza», questo il tenore dei commenti.

E poi c’è chi va all’attacco personale contro Bizzarri: «Per rispetto di tuo padre te la potevi risparmiare», «Non hai reso un bel servizio a tuo padre dichiarandoti suo figlio».

C’è chi lo difende

Non è solo un mare di insulti e xenofobia quello che appare nel thread del tweet di Bizzari. «Un Paese dove un Luca Bizzarri scrive parole degne di un ministro (parlando di Stato, processo, legge) e un ministro aizza e parla di lavori forzati, è un Paese finito», scrive un utente.

I riferimenti ai toni utilizzati da Salvini non mancano: «Quello che avrebbe dovuto scrivere un ministro. Uno a caso», ma si tirano in ballo anche i 5 Stelle, «Quando i comici non fondano un Movimento ma dispensano solo parole di buon senso». E girando per l’agorà virtuale, la sensazione che resta è che si sia persa l’occasione per stare in silenzio e riflettere.

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