Corinaldo, il manager di Sfera Ebbasta: «Il video con il ragazzo indagato non risale alla sera della tragedia»

Nel video al vaglio degli inquirenti, Ugo Di Puorto, uno degli indagati per la tragedia alla Lanterna azzurra, riprende un incontro casuale con il trapper

Il video pubblicato (e poi rimosso) sui social network di Ugo Di Puorto, il diciannovenne arrestato insieme ad altri sei giovani complici di aver provocato la morte di sei persone nel locale Lanterna azzurra, e raffigurante un incontro casuale con Sfera Ebbasta – stando alle parole del manager del trapper – non risalirebbe alla sera della tragedia nella discoteca di Corinaldo. 

L’incontro casuale immortalato nel video, pur essendo presente agli atti dell’indagine della procura di Ancona che sta seguendo il caso, «è avvenuto in un’altra giornata che non è possibile collocare nel tempo, considerato il numero di foto e video che Sfera concede», spiega Shablo, Pablo Miguel Lombroni Capalbo, manager di Sfera Ebbasta.

«L’artista – continua il manager del trapper – spinto da un sentimento di riconoscenza, si mostra sempre estremamente disponibile con le centinaia di fan che lo fermano tutti i giorni, per fare foto, video e autografi. Sfera non conosce né ha avuto mai contatti con i criminali che quella sera hanno utilizzato lo spray e ha già espresso un secco pensiero in merito».

«Che schifo quell’incontro», il commento di Sfera Ebbasta

Gionata Boscetti (in arte Sfera Ebbasta), dopo la diffusione del video dell’incontro casuale da parte de La Gazzetta di Modena, ha preso nettamente le distanze dall’accaduto, nonostante fosse da subito chiaro che l’incontro era casuale e che il trapper non sapeva chi fosse il fan incrociato in autogrill: «Incontro migliaia di persone ogni giorno che mi chiedono una foto».

Un fermo immagine del video in cui Sfera Ebbasta viene affiancato da Ugo Di Puorto, uno dei giovani indagati per la strage alla Lanterna azzurra di Corinaldo | La Gazzetta di Modena

«L’idea di aver incontrato anche uno di quei pezzi di me*** mi fa davvero schifo – scrive Sfera Ebbasta in un post su Instagram – tanto quanto la disinformazione che viene fatta in questo Paese».

Il commento di Sfera Ebbasta sul video vicino a Ugo Di Puroto| Sfera Ebbasta / Instagram

«Hanno provato e proveranno ad infangare il mio nome – scrive ancora il trapper – ma la cosa non mi disturba perché la soddisfazione di sapere che quei mezzi uomini (se così si possono definire) sono stati presi è l’unica cosa importante».

Le intercettazioni dei giovani della gang modenese

Il video di Di Puorto fa parte degli atti al vaglio della procura di Ancona che sta indagando sul caso della tragedia nella discoteca Lanterna azzurra di Corinaldo, in provincia di Ancona dove, nella notte tra il 7 e l’8 dicembre 2018, morirono cinque giovani e una mamma e rimasero ferite 197 persone.

Dalle intercettazioni ambientali raccolte dalla procura di Ancona, il gruppo di giovani accusati di aver scatenato il caos all’interno del locale di Corinaldo avrebbe definito il trapper «pagliaccio» e «affamato». Inoltre, proprio lo stesso Ugo Di Puorto, figlio di un prestanome del clan dei casalesi, parla di Sfera Ebbasta dicendo: «Io lo schifo proprio come persona. Ci stavo per litigare in autogrill, lo stavo per bussare quel figlio di put****».

È da accertare se, come sostiene il manager del trapper con la sua smentita, l’incontro in autogrill e il conseguente video – diversamente da quanto riportato in precedenza – «non sia collocabile con precisione nel tempo e non risalga alla notte tra il 7 e l’8 dicembre 2018».

Cos’è accaduto nella discoteca Lanterna Azzurra

Nel locale era atteso un dj set del trapper Sfera Ebbasta, ma l’esibizione non ha mai avuto luogo per via della strage causata dallo spray al peperoncino che avrebbe innescato il panico e la fuga del pubblico dalla discoteca, la cui capienza massima era stata ampiamente superata, come riferito dalla Procura. 

Inoltre, anche le presunte carenze strutturali e l’assenza di presidi di sicurezza avrebbero avuto un ruolo rilevante nella tragedia, non garantendo la possibilità di fuga sicura in caso di emergenza.

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