Corinaldo, chi sono gli arrestati. Dopo la strage hanno rapinato ancora: «Bottino speso in lusso, viaggi e droga»

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Tenore di vita alto, 15mila euro al mese il guadagno medio per rapine e furti: così la banda ha continuato ad operare, indisturbata, anche dopo l’8 dicembre

Arriva una svolta con sette arresti nell’indagine sulla strage nella discoteca “Lanterna Azzurra” di Corinaldo, in provincia di Ancona, dell’8 dicembre 2018, nella quale morirono sei persone durante un concerto del trapper Sfera Ebbasta.

I carabinieri del reparto operativo di Ancona hanno eseguito sette ordinanze di custodia cautelare in carcere nei confronti di un gruppo di ragazzi specializzati in furti di oggetti di oro nelle discoteche.

Di cosa sono accusati

Sei degli arrestati sono accusati di omicidio preterintenzionale, lesioni personali e singoli episodi di rapine e furti con strappo, uno è invece finito in manette per ricettazione. Gli inquirenti considerano tutti responsabili di associazione per delinquere finalizzata alla commissione di furti con strappo e rapine.

Lo spray al peperoncino

La Procura ritiene che siano stati loro a spruzzare lo spray al peperoncino che la notte dell’8 dicembre ha scatenato il panico nella discoteca dove è svolto il concerto di Sfera Ebbasta. Le centinaia di persone che erano nel locale si erano accalcate in massa verso le uscite, in quel caos persero la vita sei persone, una madre e cinque ragazzini, e rimasero ferite 197 persone.

Chi sono gli arrestati

Gli arrestati – tutti tra i 19 e i 22 anni della provincia di Modena – avrebbero avuto un tenore di vita molto alto (nonostante i lavori precari che svolgevano): erano dediti all’acquisto di beni di lusso, vacanze e droga. 15mila euro al mese, infatti, sarebbe stato il guadagno medio per rapine e furti. Oltre allo spray al peperoncino, la banda avrebbe utilizzato persino un taser e una volta avrebbe agito all’estero.

E non è finita qui: «La banda ha continuato settimanalmente a colpire nelle discoteche» ha spiegato il capo della procura di Ancona, Monica Garulli, nel corso della conferenza stampa convocata stamattina.

Le vittime preferite? I ragazzi poiché più facili da derubare, com’è accaduto quella sera a Corinaldo dove l’assenza di presidi di sicurezza e carenze nel locale in cui si svolse il concerto aggravarono ancor di più la situazione.

Cosa hanno fatto quella sera

Quella sera – ed è questo il dato inquietante che emerge dai nuovi accertamenti – vennero rapinate cinque persone, persino tra chi stava aiutando le vittime nella ressa. I membri della banda, poi, avrebbero portato la refurtiva fuori dal locale come se nulla fosse successo.

La struttura, inoltre, avrebbe accolto un numero di clienti molto superiore a quello previsto come capienza massima.

Bande di ragazzi al Centro-Nord

Evidenziata l’esistenza di bande di ragazzi con un’operatività criminale molto simile, che usano lo spray urticante in eventi pubblici o concerti, un fenomeno che si realizza al Centro-Nord.

Un precedente si è registrato il 3 giugno del 2017 a Torino, in piazza San Carlo, durante la proiezione sul maxi schermo della finalissima di Champions tra Juve e Real Madrid quando un gruppo di ragazzini sparsero del liquido tra la folla provocando caos e un fuggi fuggi disperato di migliaia di persone. Nella calca rimasero ferite oltre 1.500 persone e 2 morirono in seguito.

Fonte video: Agenzia Vista / Alexander Jakhnagiev

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