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Corinaldo, parla il 18enne Dennis Fantucci, uno dei testimoni della strage: «Finalmente sarà fatta giustizia»

04 Agosto 2019 - 19:27 Cristin Cappelletti
Carabinieri officers stand in front of the disco 'Lanterna Azzurra' in Corinaldo, central Italy, central Italy,  08 December 2018. At least Six people, all but one of them minors, were killed and about 35 others injured in a stampede of panicked concertgoers early Saturday at a disco in a small town on Italy's central Adriatic coast.
ANSA/PASQUALE BOVE
Fantucci la sera dell'8 dicembre si trovava nella discoteca la Lanterna Azzurra: «Fa male scoprire che a provocare la strage sono stati dei ragazzi della mia età»
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Sei ragazzi dai 19 ai 21 anni. Giovanissimi. È questo l’identikit degli arrestati nell’ambito dell’indagine sulla strage della discoteca di Corinaldo, dove l’8 dicembre sei persone, quasi tutti ragazzi, morirono durante un concerto di Sfera Ebbasta. I ventenni, residenti tutti nel modenese, devono rispondere dell’accusa di omicidio preterintenzionale, lesioni personali e di circa 60 furti in tutto il centro nord. Al momento dell’arresto il procuratore Monica Garulli ha definito la personalità dei giovani indicativa «della loro indole criminale». I giovani hanno continuato ad agire anche dopo la strage nella discoteca Lanterna Azzurra di Corinaldo. Quella notte nel locale c’era anche Dennis Fantucci, 18 anni. Lui è uno dei “fortunati” che riuscirono ad evitare il peggio. Fantucci era entrato verso mezzanotte e dieci la notte dell’8 dicembre ed era salito in balconata con degli amici. «Certamente fa male vedere dei nostri coetanei responsabili», racconta a Open. «Se già a questa età si cerca di rubare, e fare certe cose, che sono costate tra l’altro sei vittime, è chiaro che c’è qualcosa che non va. Se ne sono fregati e hanno fatto altri colpi, sono andati avanti a rubare nonostante i morti», dice Fantucci che ricorda nei dettagli i fatti di quella sera di dicembre.

Il ricordo di quella sera

«Con i miei amici stavamo ballando al piano di sopra quando abbiamo visto la folla che si è messa a cerchio si è allontanata verso i lati e tutti sono corsi verso la via di fuga. Io non avevo ancora avvertito lo spray urticante – racconta Fantucci – Dall’alto sembrava una rissa, poi l’effetto dello spray è cominciato a salire». «Siamo dovuti scendere dalle scale e ci siamo immessi in quella maledetta via d’uscita e, fortunatamente non mi trovavo dalla parte della staccionata che è crollata», dice Fantucci. Già, quella maledetta staccionata che Fantucci ricorda di aver visto crollare. «Una volta uscito ho cercato i miei amici, ci siamo ritrovati all’uscita e volevamo assicurarci che stessimo tutti bene».

«Voglia di farsi notare»

Sono passati otto mesi da quel dicembre, ma il dolore e la paura sono ancora tanti, così come lo stupore per l’età degli arrestati: «Non so davvero cosa spinga persone della nostra età a compiere certi atti. Secondo me è l’euforia, è la voglia di farsi notare, di farsi vedere, di essere dei bulli per nascondere magari delle paure o delle situazioni familiari che non sono molto gradevoli». «Fortunatamente adesso sarà fatta giustizia – continua Fantucci – sia per noi sia, soprattutto, per i familiari delle vittime». Ma per Fantucci è difficile dimenticare: «Devo ringraziare i miei genitori perché questi mesi sono stati turbolenti, ora va un po’ meglio ma quella maledetta notte torna sempre in mente».

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