Cosa guardiamo in uno smartphone. Le cinque cose da controllare prima dell’acquisto

in collaborazione con Nokia smartphones

Molti guardando il costo, altri la fotocamera, altri ancora il sistema operativo. Non tutti vogliamo le stesse cose da uno smartphone

C’è chi si aggiorna sempre al nuovo modello, chi lo fa solo quando quello vecchio proprio non ne vuole sapere di accendersi, chi lo perde ogni mese e chi riesce a resistere anche per tre anni. I motivi e tempi con cui si cambia uno smartphone sono diversi da un utente all’altro. Eppure esiste qualche linea comune per tracciare le ragioni di una scelta che condiziona sempre di più le nostre giornate.

Il 14% degli italiani guarda il proprio telefono ogni 21-30 minuti, un altro 10% ogni 16-20 minuti, e ancora un 13% ogni 11-15 minuti e infine un 14% ogni 6-10 minuti. Ci sono poi quelli che hanno un rapporto compulsivo con il proprio display e lo accendono ogni minuto, ma sono solo il 3%. C’è anche chi si concede di controllarlo meno di una volta ogni cinque ore. Anche questa è una percentuale ridotta: solo l’1%.

Questi dati provengono da una ricerca condotta da Census Wide per conto di HMD Global su un campione di oltre 2mila utenti italiani per capire quali sono le ragioni che muovono il mercato degli smartphone.

Quando gli italiani cambiano smartphone

Sempre secondo l’analisi di Census Wide, gli italiani sono molto conservatori quando si parla di telefoni. Il 42% riesce a far resistere il proprio dispositivo per una fascia di tempo che va dai tre ai cinque anni. Il 36% invece lo cambia almeno una volta ogni due anni. Accorciando le tempistiche le percentuali cambiano parecchio.

Il 9% lo cambia ogni anno. Il 3% fa durare il proprio telefono dai sette agli undici mesi. Un altro 2% dai tre ai sei mesi. Scorrendo la classifica c’è anche chi cambia telefono più di una volta ogni tre mesi, ma si parla sempre del 2% degli intervistati.

Cosa si cerca in un nuovo telefono

La scelta finale non è semplice. Disposti in ordine dietro le vetrine dei negozi o sulle home page dei siti di e-commerce, i telefoni oggi possono sembrare molto simili. Un display sul lato anteriore e qualche fotocamera sul lato posteriore. Eppure la variazione in termini di hardware, performance, costi e durata c’è. Ecco quali sono gli aspetti principali di cui gli italiani tengono conto quando devono cambiare telefono.

Costo. Il costo è al primo posto tra gli elementi analizzati dagli italiani quando devono acquistare un nuovo smartphone. È una caratteristica presa in considerazione dal 67% degli intervistati. I prezzi variano in base alla tipologia di device e vanno dai 100 euro dei modelli entry-level fino ad arrivare ai 1200 euro dei top di gamma. L’arrivo di smartphone con schermo pieghevole ha alzato ulteriormente questa soglia, portandola vicino ai 2mila euro.

Sistema Operativo. Il sistema operativo è fra le voci che gli utenti italiani valutano con maggiore attenzione. Esattamente come il costo, fa parte dei requisiti più importanti per il 67% degli intervistati. La scelta ora è essenzialmente fra due sistemi: Android e iOS. Stando ai dati del secondo trimestre del 2018, il sistema operativo di Google è installato nell’88% degli smartphone.

Fotocamera. Anche questa è un fattore determinante. Oggi ci sono molti smartphone che raggiungono una buona qualità di scatto in condizioni di luce ottimali. Quando gli scatti diventano più complessi, allora sì che si vedono le differenze tra i telefoni di fascia alta e gli altri. Ad analizzarla prima dell’acquisto è il 47% degli italiani.

Batteria. Puntare su un telefono che duri almeno fino a sera è l’obiettivo di molti utenti, circa il 65%, anche se per verificare questo dato spesso bisogna aspettare qualche giorno dopo l’uscita del dispositivo. La capacità della batteria può infatti trarre in inganno: i valori possono anche essere elevati ma se il dispositivo non è in grado di ottimizzare il consumo di energia è difficile che arrivi a fine giornata.

Durata di vita. Fattore importante ma difficile da calcolare. Le recensioni che si trovano in rete sui nuovi prodotti sono spesso fatte nei giorni subito dopo il lancio sul mercato. Proprio su questo punto, importante sempre per il 47% degli intervistati, le aziende hanno iniziato a fornire garanzie, almeno per la continuità degli aggiornamenti.

HMD Global e la scelta di puntare su uno smartphone «sicuro»

Ci sono due fattori su cui il brand finlandese ha scelto di puntare: la durata della vita del dispositivo e il sistema operativo. HMD Global ha deciso di adottare Android One, il sistema operativo di Google senza personalizzazioni su tutti i suoi dispositivi.

Questa strategia fa sì che tutti i prodotti a portafoglio possano garantire due anni di aggiornamenti del sistema operativo e tre anni di patch di sicurezza, consentendo agli smartphone di rimanere sempre al top e addirittura di migliorare nel tempo.

Certo, non è solo questo ad assicurare la vita di un telefono. Sappiamo benissimo che molti dei nostri dispositivi concludono la loro esistenza cadendo dalla tasca, finendo in lavatrice o dimenticati tra i sedili del treno. Per questo molti rivenditori ormai forniscono un servizio di assicurazione anche per furto o danni accidentali.

I consigli per un nuovo telefono dello Youtuber Otto Climan

Otto Climan è uno youtuber, anche se non a tempo pieno. Ha uno studio di design ma nel tempo libero recensisce prodotti del mercato tecnologico sulla piattaforma video di Google. Cuffie, altoparlanti, powerbank, tazze ad alto contenuto tech e, ovviamente, smartphone. A lui abbiamo chiesto qualche consiglio su come scegliere un nuovo telefono.

Cos’è la prima cosa da guardare quando si acquista uno smartphone?

«Io risponderei il design. Il telefono è un oggetto che abbiamo in mano ogni giorno. E anche la forma deve essere appagante per i nostri occhi. L’estetica non è mai da sottovalutare, anzi».

E oltre al design?

«Direi la compatibilità, un tema che si può declinare in due modi. Prima di tutto deve essere un dispositivo aggiornato e aggiornabile. Non ha senso prendere un telefono che dopo pochi mesi è già “vecchio” perché non riceve più aggiornamenti.

Oltre alla compatibilità software, deve esserci anche una compatibilità dell’hardware. Lo smartphone deve potersi collegare con altri dispositivi, deve avere delle porte che potremmo definire standard o delle cover facilmente reperibili sul mercato».

Considerando il mercato di oggi, qual è un prezzo ideale per un telefono?

«Su questo posso rispondere solo personalmente. È un dispositivo che usiamo molto, sia per il lavoro sia per attività che con il lavoro non hanno nulla a che fare. Per questo non ha senso ridurre troppo il budget. Basta fare un conto totale delle ore che lo utilizziamo e dividere il prezzo per quel numero. Il risultato ci farà capire quanto l’investimento possa essere ammortizzato».

E sulla fotocamera, che consigli daresti?

«Per la fotocamera bisogna puntare sull’apertura del diaframma. Dovrebbe essere almeno di f/1,4. In questo modo il sensore riceverà abbastanza luce da permetterci dei buoni scatti. Spesso si guarda solo ai megapixel e si tiene poco in considerazione questo valore».