Governo M5s-Pd, l’ombra di Enrico Letta su palazzo Chigi: «No comment, ma basta con “asfaltare” e “rottamare”»

Secondo l’ex premier «Il Paese crollerà definitivamente se continuerà a buttarsi addosso distruzione»

L’ex premier Enrico Letta, risponde «no comment» alla domanda su una possibile partecipazione in un governo Pd-M5S, ma chiarisce che non sarà premier. L’ex primo ministro ha inaugurato una nuova carriera come direttore della scuola di Affari Internazionali all’Università Sciences Po di Parigi ma, spiega, ha da poco la tessera del Pd. «Andare subito al voto con questa legge elettorale sarebbe l’ipotesi peggiore, perché prima va cambiata», afferma il professore.

Nel suo discorso, tenutosi a poche ore dal discorso del premier Conte in Senato in occasione della presentazione del suo libro «Ho imparato» (il Mulino) alla rassegna di Finale Ligure Un libro per l’estate, Letta si scaglia contro le parole «Renziane» e i «Salviniane». Termini «come asfaltare, rottamare, ruspa sono responsabili del degrado politico nel quale siamo stati costretti a vivere in questi anni», afferma Letta.

«Oggi, guardando i partiti politici, si percepisce la volontà di abbattere il nemico e questa cosa è figlia di un fallimento», afferma Letta, secondo cui «il rispetto dell’avversario politico sia fondamentale e che si possa essere rispettosi dell’altro senza essere noiosi. Il Paese crollerà definitivamente se continuerà a buttarsi addosso distruzione».

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