Open Arms, il sindaco di Lampedusa: «Hotspot strapieno, perché non imbarcano i migranti? Strategia della tensione?»

Totò Martello denuncia la situazione nell’hotspot di Lampedusa: i migranti fatti sbarcare la notte del 20 agosto sono ancora fermi nel centro che attualmente ospita circa il doppio del numero di persone consentito

Continua la saga della nave della Ong Open Arms e dei suoi passeggeri, l’ultima parte dei quali (83 persone) è sbarcata a Lampedusa la notte del 20 agosto, dopo il braccio di ferro tra Matteo Salvini e il premier Giuseppe Conte e lo scontro con il ministro della Difesa Elisabetta Trenta.

I migranti si trovano ancora lì, nel centro di accoglienza «sovraccarico», per citare il sindaco di Lampedusa Totò Martello, nonostante la nave militare spagnola arrivata in Sicilia per trasportare una parte di loro in Spagna sia ormeggiata fuori dal porto.

La denuncia del sindaco

Lo stallo è stato denunciato dal sindaco di Lampedusa in un post su Facebook: «Nel frattempo è arrivata una nave della Marina militare spagnola che è ferma davanti il nostro porto: sono pronti a trasferire una parte dei migranti in Spagna ma chi prima voleva impedirne lo sbarco, ora non autorizza il loro trasferimento».

«Resta da capire se alla base di questa situazione ci sia solo un difetto di comunicazione, o una precisa volontà di creare tensione sulla nostra isola», ha aggiunto Martello, il quale ha sottolineato la necessità di evacuare i migranti dal centro dove le condizioni sono andate deteriorando.

Infatti, non solo è stato superato il limite di tempo massimo che le persone dovrebbero trascorrere nel centro – 48 ore di regola, al massimo 72 – ma, sommandosi agli arrivi degli ultimi giorni, le persone attualmente ospitate sono circa 200, quando invece la struttura potrebbe ospitarne fino a un massimo di 96.

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