Mafia, arresto Nicosia: «Falcone e Borsellino? Sono vittime di un incidente sul lavoro, no?» – L’intercettazione

L’esponente dei Radicali è stato arrestato con l’accusa di avere fatto da tramite tra i boss in carcere e i clan mafiosi

«All’aeroporto bisogna cambiare il nome… Non va bene Falcone e Borsellino… Perché dobbiamo arriminare (girare, ndr) sempre la stessa merda… Sono vittime di un incidente sul lavoro, no?». A parlare è Antonello Nicosia, membro del Comitato nazionale dei Radicali italiani per anni impegnato in battaglie per i diritti dei detenuti.

Nicosia, che si definiva “collaboratore” della deputata Pina Occhionero, ha accompagnato diverse volte la parlamentare in alcune ispezioni all’interno delle carceri siciliane. «Ma poi quello là (Falcone, ndr) – si sente ancora nelle intercettazioni dalla Direzione distrettuale Antimafia di Palermo – non era manco magistrato quando è stato ammazzato… aveva già un incarico politico, non esercitava…».

«Perché l’aeroporto non bisogna chiamarlo Luigi Pirandello? O Leonardo Sciascia? Visto che là lo chiamano Leonardo Da Vinci, Marco Polo, eh? Eh che ca***. E che min***a è», si sente ancora nell’intercettazione.

E Nicosia, nell’intercettazione, si lamenta poi per le parole utilizzate per raccontare e ricordare le morti dei due magistrati per mano della mafia, enunciandole come se fosse una cantilena: «Falcone e Borsellino sono due magistrati uccisi dalla mafia, uno con la bomba in via D’Amelio l’altro con la bomba sull’autostrada. Ora partiamo da qui e vi facciamo vedere dove è saltata l’autostrada».

Le accuse dei pm palermitani

Secondo i pm palermitani Nicosia, oltre a portare all’esterno i messaggi dei mafiosi che incontrava durante le sue visite in carcere, avrebbe gestito gli affari del clan in America e riciclato denaro sporco.

Il radicale poteva incontrare i mafiosi detenuti in carcere grazie al suo ruolo di direttore dell’Osservatorio internazionale dei diritti umani, nonché grazie al suo incarico di consulente e collaboratore giuridico-psicopedagogico della deputata (ex Leu appena passata con Italia viva) Giuseppina Occhionero, che attualmente non risulta indagata, ma verrà interrogata prossimamente.

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