ArcelorMittal, Patuanelli sul vertice con l’azienda: «Hanno ammesso che non possono garantire piano industriale e posti di lavoro»

Domani intanto i sindacati hanno annunciato 24 ore di sciopero

«Questa situazione la risolviamo se rispondiamo come sistema Paese. È il Paese che deve rispondere». Il ministro Stefano Patuanelli ha invocato l’unità tra le forze politiche nell’informativa tenutasi oggi 7 novembre, un giorno dopo il vertice a palazzo Chigi tra governo e i dirigenti di ArcelorMittal, l’azienda francoindiana che ha deciso di abbandonare gli stabilimenti dell’ex Ilva.

Dai banchi della Lega, però, sono partiti i primi attacchi. Sui cartelli dei deputati del Carroccio, comparsi dopo l’intervento del capogruppo Riccardo Molinari, si leggeva: «A casa voi, non gli operai Ilva».

Patuanelli: «ArcelorMittal ha ammesso di non poter gestire il Piano industriale»

Ripercorrendo la vicenda Ilva dal 2012 fino a oggi, Patuanelli ha aggiunto un tassello che va a infiammare la già complicata trattativa con l’azienda. Dal vertice tra i ministri e i vertici di ArcelorMittal, infatti, sarebbe emerso che l’azienda «ha detto chiaramente di non essere in grado di rispettare il piano industriale e occupazionale. Questo il governo italiano non può accettarlo».

Tra le condizioni imposte da ArcelorMittal c’è stata per esempio quella di dichiarare almeno 5mila esuberi, un aspetto rigettato dal governo sin da subito. «Chiudere il sito – ha poi aggiunto – avrebbe una ricaduta su tutti i settori produttivi del Paese».

L’apprensione del Quirinale

Questa mattina, 7 novembre, il premier Conte è salito al Quirinale per un colloquio con il presidente Sergio Mattarella. Il presidente del Consiglio – si è appreso da fonti della maggioranza – ha riferito al capo dello stato dei suoi incontri di ieri con la proprietà Arcelor Mittal e delle misure che possono essere messe in atto per trovare una soluzione alla crisi aziendale.

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