Insultò Mattarella sui social, la nonnina di 68 anni disperata: «Non dormo più, voglio scusarmi»

Tra i 9 hater indagati per offese al Capo dello Stato, Eleonora Elvira Zanrosso, 68 anni, è l’unica ad aver confessato e chiesto scusa

«Non dormo più la notte da quando mi sono resa conto di cosa ho fatto, non dovevo insultare in quel modo su Facebook il capo dello Stato». Eleonora Elvira Zanrosso, 68 anni, bolognese, è una di nove persone indagate per offese al Capo dello Stato. L’unica, come racconta Repubblica, ad aver confessato e chiesto scusa, scoppiando in lacrime durante l’interrogatorio del magistrato.

Sono tutti cittadini italiani tra i 30 e i 74 anni che hanno insultato il presidente della Repubblica sui social media per poi finire nel mirino del procuratore aggiunto Marzia Sabella. Sono indagati per attentato alla libertà, offesa all’onore e al prestigio del presidente della Repubblica e per istigazione a delinquere. Ma l’indagine non è conclusa: la Digos adesso ha chiesto dettagli su altre 30 persone alla autorità americane.

Il pentimento di Zanrosso

Era il maggio del 2018 e il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella aveva appena respinto al nomina di Paolo Savona, l’economista euroscettico, alla carica di ministro dell’Economia nel nascente esecutivo giallo-verde, tra Movimento 5 Stelle e Lega. Zanrosso, inferocita dallo “sgarbo” del presidente, si era lanciata su un’invettiva su Facebook: «Ti hanno ammazzato il fratello, cazzo… non ti basta?».

Oggi invece ricorda con maggiore rispetto Piersanti Mattarella – il presidente della Regione Sicilia assassinato dalla mafia nel 1980, fratello del capo dello Stato – e cita a sua discolpa il «periodo molto caldo, in cui gli animi erano surriscaldati da alcuni parlamentari dei Cinque Stelle di cui ero simpatizzante».

Avrebbe contribuito anche la sua “inesperienza digitale”, il fatto di non essere un «genio della tastiera». «Uno tante volte non legge neanche i commenti sopra, vede il post pubblicato e si lancia con il commento», ha confessato la signora, diventata a sua volta, dopo l’accaduto, oggetto di critiche e di offese sul web. «Mi hanno uccisa – racconta a Repubblica – Alla mia età ho capito veramente che cos’è la gogna mediatica».

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